IL SOTTERRANEO DEL TEMPIO
Maggio 8, 2008
Un’avventura datata Settembre 1994, legata a non ricordo quale campagna. I protagonisti, alle prese con un Drago Verde Huge, erano i seguenti:
Noboru il Mistico
Mike Olour, Cavaliere del Fuoco Lunare
Yamun Oktai, Shamano dell’Ethengar
Mat Fortascia, il Nano
Raimon Leek (credo Chierico)
Kadum (credo Nano).
Si accettano molto volentieri dettagli e correzioni riguardo a questa testimonianza.
Clikkate sulle immagini per ingrandirle.
IL GIOCATORE DELL’ANNO
Aprile 27, 2008
RICORDI DI UNA GRANDE CAMPAGNA DI MERP
Aprile 23, 2008
Alcune testimonianze scritte di una grande campagna di Merp dei primi anni ‘90, un’avventura che é andata avanti per anni grazie all’impegno e alla visione di Master Cionko. Un tavolo nero devastato dalle incisioni, un sedia rialzata per l’inopinabile arbitro, una di vimini per il nano piú testardo della storia delle Terre di Mezzo (ed il Numenoreano piú cafone!), il gavano del té (o carravano, a seconda delle serate), le bottiglie di sacra Whurer (Ribongen Beer), la macchinetta da 12 de caffé (indispensabile a certe ore), lo screen-master grigio fatto in casa con la scritta “MERP” dorata, le schede buttate lá ad impregnarsi di tabacco e di birra, lo stereo portatile e le sue sinfonie medioevali e naturalmente tante pietruzze sfaccettate che dettavano il destino dei nostri personaggi.
Clikka sull’immagine sopra per ingrandire: LA CHIAMATA DI GAMBA D’ARGENTO
ELF FANTASY FAIR 2008
Aprile 21, 2008
Ieri sono stato alla più grande manifestazione Fantasy d’Europa, che si tiene regolarmente ogni anno a due passi da casa mia, poco fuori Utrecht (Olanda). Nello splendido scenario del Castello De Haar (Haarzuilens), migliaia di persone si riversano puntualmente per dare sfogo alla loro inventiva e esprimere il loro entusiasmo, per un genere che negli anni è diventato estremamente popolare. Ovviamente il merito va a Peter Jackson e alla sua trilogia cinematografica della bibbia del Fantasy moderno, Il Signore degli Anelli. Ma l’escalation di popolarità nasce molto prima, all’inizio degli anni ’90.
Ed è proprio di questi fantastici anni che mi sono intrattenuto ieri a parlare insieme al grandissimo (si fa per dire visto la sua statura!) Christos Achilleos, leggendario illustratore fantasy. Per me è stata un’emozione immensa poter scambiare due chiacchiere con un mito dei miei tempi. Lui si è sentito lusingato quando gli ho confessato di essere cresciuto insieme alle illustrazioni di Sirens, uno dei suoi portfoli più belli.
La Fantasy è cambiata negli ultimi quindici anni. Si bada più ai soldi. Il mercato è davvero gigantesco, e si è perso quel romanticismo di un tempo. Chris non ha dubbi in proposito… Mi confessa; bella la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70, poi il buio degli ’80 e rinascita dei ’90. Adesso purtroppo sono calate nuovamente le tenebre.
Un uomo tranquillo, un artista eccezionale, tra i top del genere, e un personaggio di grande sensibilità. Mentre mi autografava il meraviglioso poster di Elric di Melniboné, non ha nascosto la sua contentezza nell’aver incontrato un suo vecchio fan. Davvero una grande emozione!
Vi erano altri artisti del genere, scrittori (tra i quali Robin Hobb), musicisti e illustratori; un lunghissimo mercatino di paccottiglia kitch tipica del fantasy, insieme a delle belle situazioni, come un fabbro originale tedesco con le sue spade ed alabarde, venditori di sidro e idromele, acconciatori di pelli ecc… C’erano tiratori d’arco, schermidori, teatranti e naturalmente tanto gioco. Interessante uno stand dedicato ai dadi e ai nuovi set runici (che costavano una follia!!). Vi era un Gdr dal vivo in corso e diverse postazioni gioco all’interno dei tendoni allestiti. Per il resto la giornata si è delineata all’insegna della sfilata, forse la cosa più bella. Come di consueto, mi sono dedicato alla fotografia, cercando di immortalare i costumi e i personaggi più incantevoli.
EVOLUZIONE DEL GIOCO
Aprile 14, 2008
Il gioco di ruolo è un fenomeno molto più complesso di qualsiasi altro gioco. Le sue componenti sono essenzialmente tre; partecipazione, rappresentazione e creatività. Attorno a queste esigenze del giocatore, si basano tutte le possibili varianti del gioco. Non è una scatola che si apre in una serata piovosa, per passare il tempo. Il GdR è un qualcosa di molto più dilatato, che segue un decorso, un’evoluzione. Non si smette mai di giocare al gioco di ruolo, e quando lo si fa, è un po’ come il sonno druidico. Prima io poi ci si risveglia.
Già nel 1996 accadde che due componenti del nostro gruppo (Wolly e il sottoscritto) si discostassero da quelli che erano i rituali classici del gioco. L’appuntamento alle 21:00 (che diventavano obbligatoriamente le 22:00) negli scantinati armati di pietruzze sfaccettate, le avventure in solitario nei tediosi pomeriggi del weekend, i tornei nelle rare ludoteche fiorentine, e altre cose.
Perché successe ciò? Perché in quel periodo, dopo aver esplorato per più di otto anni l’universo pressoché sconfinato del GdR, sentivamo la necessità di evolverci, di distaccarci da quelle situazioni che ai nostri occhi erano diventate scontate. Non abbiamo smesso di giocare, ma ci siamo in qualche modo evoluti.
In quel periodo vestivamo mantelli scuri e facevamo lunghe passeggiate al tramonto sulle colline di Scandicci, fumavamo la pipa e raccontavamo storie. Wolly le disegnava, io provavo a descriverle con le parole. Parlavamo di progetti, di arte, di sogni. Interpretavamo questi due misteriosi personaggi che sembravano usciti da una storia fantasy, un po’ artisti e un po’ ubriaconi. Abbiamo organizzato una mostra, elaborato insieme dei racconti illustrati, progettato fumetti. Ci siamo divertiti ascoltando ed obbedendo alle nostre esigenze: partecipare, rappresentare e creare.
Non ci mancavano le sedute di gioco, i rituali scontati, le battaglie all’ultimo tiro di dado. Riuscivamo a giocare anche senza.
Ma il tavolo è come un altare dedicato al gioco, e prima o poi ci si fa ritorno. Wolly, secondo me, ha continuato in questa sua evoluzione di gioco, ed è diventato il chierico che ha sempre voluto essere. Io invece sono tornato a lanciare dadi, con nuova ritrovata ispirazione.
Si torna all’ovile per prepararsi ad un nuovo viaggio…
E questa nuova entusiasmante avventura si chiama web. Eccola la nuova evoluzione del gioco. Perché attraverso le molteplici possibilità di questo mezzo, è fin troppo facile soddisfare quelle tre esigenze di cui parlavo.
Si partecipa in un lavoro di informazione di rimbalzo, di editing, di accesso a nuove possibilità comunicative. Ci si rappresenta con i nostri avatar, con le nostre storie, le nostre parole, i nostri deliri. Ed ovviamente, forse più importante di tutto il resto, si crea.
Questo è il mio gioco in rete. Un gioco di ruolo a tutti gli effetti, un’intuizione che tempo fa chiamai “Blog di Ruolo”, e che continua ad affascinarmi perché le sue possibilità sono davvero infinite.
Non è un gioco per chi vuole contare i PX, per chi ha bisogno di vedere su una scheda quale livello ha raggiunto, per chi ha solo la necessità di impegnare una serata. Non è una scatola che si apre quando si ha voglia e si richiude quando si è fatto tardi.
Verrà il tempo di ritornare all’altare. Riaprirò il sacchetto di pietruzze sfaccettate e dispiegherò sul tavolo le vecchie schede. Il rituale è un ritorno a casa.
Ma per adesso, continuerò ad abbandonarmi a questo splendido viaggio.
IMPROVVISARE UN’AVVENTURA
Aprile 13, 2008

18 Luglio 1994 - Casa di Wolly insieme a “Dona, Luke and Sam”.
Alle ore 22:45 stiamo cercando di improvvisare un’avventura con Wolly Master. Rispolvero una vecchia scheda: Ian Andernos, mago ubriacone del sesto livello (FOR 7, INT 18, SAG 11, DES 15, COS 9, CAR 1, PF 24, AC 7, INCANTESIMI 3/2/2)
Ian Andernos ha l’opportunitá di vendicare l’onta subita dalla sua famiglia. Suo zio “Garibald Andernos” era un vecchio e frivolo mago che sfidó in un duello magico uno stregone proveniente da Glantri, appartenente alla casata dei Malapietra. Compare Salvatore Butiello vinse lo scontro e trasformó lo zio di Ian nella grassa pantegana golosa di formaggio che si porta sempre dietro.
Ian Andernos si reca cosí a Specularum dove Salvatore Butiello terrá un congresso di maghi. Alla taverna del porto “La tartaruga Zoppa” incomincia l’avventura…
FONTE DELL’IMMAGINE: Gillespie Art
LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE
Aprile 8, 2008

NEL 2005 ABBIAMO CERCATO DI TRASFORMARE LE PAGINE DI UN BLOG IN UN TAVOLO DA GIOCO. É NATA COSÍ “LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE”, UN EPISODIO IMPROVVISATO DI GDR ON LINE CHE É ANDATO AVANTI PER QUALCHE SETTIMANA. NONOSTANTE IL SUO FALLIMENTO, RIMANE AD OGGI L’ENNESIMA TESTIMONIANZA DI GIOCO.
sabato, settembre 03, 2005
MONTE VECCHIO
La Locanda del Vecchio Salice si trova in un piccolo paesino tra le montagne di karameikos, un pugno di case che ospitano un centinaio di traladariani, perlopiù pastori.
E’ una locanda di passaggio, confortevole e allegra, almeno fino a quando……..
lunedì, settembre 05, 2005
KARAMEIKOS
E’ sempre da qui che iniziano le avventure!!!
Traladariani, Thyatiani, Baronia dell’Aquila Nera, Ordine del Grifone…….
……quali intrighi si consumano davanti allo specchio d’acqua dal quale prende il nome la capitale Specularum?
venerdì, settembre 09, 2005
SOTTO L’INSEGNA
E’ come se foste all’entrata. Avete appena sistemato i cavalli, vi siete guardati intorno e avete raggiunto la porta di legno sotto l’insegna. Vedete la luce del camino infrangersi sui vetri, e sentite risate e borbottii che vengono da dentro.
Dovete soltanto girare la maniglia, e……………
By LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE,
…giro la maniglia ed entro.. mi guardo velocemente intorno, poi mi dirigo al bancone per ordinare una birra. mentre aspetto osservo la sala in cerca di un posto libero che mi vada a genio.
By Arya, at 01:29
Seduto in disparte in un tavolino ad un angolo della Taverna, ordino un po’ di pane e formaggio e qualcosa da bere. La stanchezza grava sul mio corpo, è evidente. Il mio giovane volto incorniciato da lunghi capelli scuri è la testimonianza della mia precarietà.
Vesto una giacca pesante di colore verde, macchiata in più punti, e dei pantaloni marroni. Il fodero di una spada mi scende lungo una gamba.
By VAHAL, at 12:22
mercoledì, settembre 14, 2005
UNA STRANA ATMOSFERA
Lasciarsi alle spalle il vento e la neve delle montagne e sedersi davanti al fuoco di una taverna è sempre una cosa consolante per un avventuriero. Ma appena entrati nella Locanda del Vecchio Salice non è difficile percepire una strana atmosfera.
L’oste, un ometto gracile di nome Harlin, accenna dei tristi sorrisi, mentre da dietro il banco, con l’aiuto dei suoi due figli Lokye e Devin, serve da bere.
Gli avventori sono pochi e silenziosi. Il fuoco scoppietta sopra ogni altro rumore.
Comunque il gelo è ormai lontano, dietro le pareti di legno della consolante taverna.
posted by LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE at 13:15
entro nella taverna e con fare esitante,mi avvicino al camino,ordinando al momento giusto una minestra calda con del pane.
By caos, at 19:29
Bravo Alas, sei riuscito a postare e sei entrato ufficialmente nell’avventura!!
By LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE, at 19:47
mi controllo in giro,qui c’è un aria tesa,chi sa’perche’?
By caos, at 19:47
Vorrei ricoradare a tutti che è bene descriversi appena fate il vostro ingresso, altrimenti gli altri non hanno idea di cosa siete.
By LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE, at 20:28
un minutissimo e gracilissimo esserino,infagottato da capo a piedi contro il freddo,sta entrando dentro la taverna,ha la pelle bianchina,e gli occhi verdi,ma sembra piu attratto dal calore del camino,che da quello di presentarsi alla locanda.
By caos, at 21:17
la ragazza al bancone ha capelli rosso scuro, lunghi e lisci, intrecciati con fili di cuoio e legati in un’unica treccia che scende fino a metà schiena. Di corporatura minuta (alta + 0 - 1,55 per 45kg), ha occhi blu scuro e carnagione olivastra, è vestita con pantaloni neri di cotone pesante e stivali di cuoio, il mantello nero, con cappuccio, chiuso sul collo lascia intravedere una tunica color sabbia, sempre di cotone, lunga fino sotto il ginocchio e aperta ai lati fino all’altezza dei fianchi, e fa indovinare un piccolo zaino in spalla. Camminando si appoggia a un bastone di legno scuro, semplicissimo e molto liscio, piuttosto sottile e più alto di lei. cerca con lo sguardo un posto libero vicino al camino, poi vi si dirige, fedelmente seguita dal grosso cane lupo entrato con lei (se l’oste l’ha permesso, ovvio!).
By Arya, at 00:36
Entra nella taverna un uomo piuttosto robusto ed abbastanza alto… Dal modo in cui apre la porta sembra avere modi molto grezzi… Veste completamente di cuoio ed ha un pesantissimo mantello di quella che senbrerebbe la pelliccia di un orso… i capelli ricci e scuri sembrano non vedere un bagno da mesi e lo sguardo e pittosto torvo… Appena messo piede nella stanza si avvicina al bancone e guardando l’oste dritto negli occhi ordina birra e cibo. poi si gira e con i gomiti appoggiati al banco studia con attenzione la stanza e tutti gli avventori…
By ragor, at 03:12
P.S. ragor si chiamera’; RUD HIRA
By RUD HIRA, at 03:44
un vecchietto con la pelle del viso incartapecorita. coperto da un mantello lacero consumato dagli anni di utilizzo. rasato con qualche dreed che spuntano sulla sommità del capo. Gracile di aspetto anche se flessuolo nei movimenti.
Una fisionomia vagamente orientale, espressione serena, poche variazioni di umore, molti sorrisi di circostanza.
entra senza fretta, si aiuta nel camminare con un bastone da passeggio. ha in mano una specie di ciotala in coccio. inizia a fare il giro dei tavoli e degli avventurieri…chiede qualche spicciolo, un povero vecchio chiede un tozzo di pane…
By Aramis, at 08:56
Lascio scivolare qualche moneta di rame nella ciotola del vecchietto, farfugliando le parole “Che Halav ti protegga buon uomo!”
By VAHAL, at 13:07
Ancora una volta, la porta della locanda sia apre,portando una ventata gelida. Fa capolino dalla porta una figura bassa e corpulenta che alla luce fioca dalla stanza si mostra essere un nano. Chiusa la porta, borbottando tra se e se qualcosa di incomprensibile, mentre si leva il cappuccio mostrando il volto da vecchio, la testa è calva e con macchie di vecchiaia, il viso scavato dal tempo e dalle emozioni e incorniciato da una barba lunga e incolta. Le sopraciglia, esageratamente lunghe e bianche coprono quasi del tutto gli occhi, attenti e furbi nonostante l’età veneranda. Il nano dopo essersi guardato intorno e si dirige al bancone, osservando di sbieco e con diffidenza il grosso lupo accanto alla donna. << Salve Oste, del cibo caldo e una birra… possibilmente non annacquata >>. Mentre il nano si toglie il grosso zaino dalle spalle, dove vi è appeso un po di tutto, la sua attenzione si focalizza sul vecchietto che circola per i tavoli, lo osserva, prima con diffidenza, poi fa cenno all’oste abbassando la voce << Del cibo caldo anche per il vecchio, pago io per lui… >>
By Enrico, at 13:12
“Mi dispiace Nano. Vorrei poterti dare un bel boccale della nostra ottima birra scura, ma purtroppo non mi è permesso” risponde Harlin da dietro il banco.
“Però che ne dite di un bello stufato e del sidro leggero?”
By LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE, at 14:50
Il nano sentendo le parole del giovane figlio dell’oste, batte un pugno sul bancone, infervorandosi << Giovanotto ! Cosa significa non ti è permesso ?!? Sidro leggero ! Piuff… roba da donnicciole. Voglio la birra e la voglio ora ! >> . Il nano riflette un attimo su quello che ha detto, poi osserva di sbieco la ragazza accanto a lui, lievemente imbarazzato.
By Enrico, at 15:25
l’energumeno al bancone osserva la scena ed accenna un sorriso… poi si dirige verso la sala cercando un tavolo libero. mentre lo cerca si avvicina al mendicante e gli butta nella ciotola una moneta d’argento dicendo: “tieni amico… so cosa vuol dire essere affamati…”
By RUD HIRA, at 15:36
L’oste si guarda intorno, quasi timoroso, poi si rivolge al nano in un sussurro:
“Mi spiace davvero, ma se non vogliamo entrambi andare incontro a dei problemi è meglio non insistere sulla birra”.
Torna ad asciugare una tazza ed aggiunge:
“Ci sono troppi occhi ed orecchi attenti attorno!”
By LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE, at 17:44
il suono del flauto inizia lento, caldo, una musica calma, forse un pò malinconica, ma rilassante avvolge l’ambiente. il lupo alza un attimo la testa, poi si avvolge su se stesso e si rimette a dormire. la ragazza, piuttosto giovane a guardarla meglio, continua a suonare, gli occhi persi nel vuoto di ricordi andati.
By Arya, at 00:25
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COMBATTIMENTO CONTRO IL BALROG A MORIA
Marzo 30, 2008
Il 2 aprile del 1992 la nostra compagnia di MERP ingaggió un terribile scontro con il Balrog di Moria, lo stesso che sembrava fosse stato sconfitto da Gandalf dopo la caduta. Fu cosí che liberammo Moria dall’oscuritá e Durin Datorf divenne re. Questo é in 6 parti il resoconto di quel travolgente combattimento; 15 round di fuoco, fendenti, frustate e arti tranciati!
I e II round. Clikka per ingrandire.
III, IV e V round. Clikka per ingrandire.
VI round. Clikka per ingrandire.
VII, VIII, XI e X round. Clikka per ingrandire.
XI e XII round. Clikka per ingrandire.
XIII, XIV e XV round. Clikka per ingrandire.
BALINOR
Marzo 27, 2008

Balinor é l’alter-ego di un personaggio della Spada di Shannara, simile nel fisico ma opposta la sua indole, crudele ed efferata.
Balinor vive le sue giornate ignorando il pericolo e disprezzando il prossimo. Ama le donne e spesso le uccide. Il tradimento é poca cosa. L’orgoglio é l’essenza vitale del guerriero.
Spesso é spinto dal desiderio di pregare le immense divinitá del Caos, nonché di offrire loro orribili sacrifici. La morte per lui é come un cancello…
É posseduto dal malvagio spirito di un cavallo, che puó apparire mentre galoppa nei suoi occhi. Quando si manifesta, Balinor lo cavalca instancabilmente. La sua spada si chiama Andrugal, che significa “Fil di Tenebra”.
Chi puó dire cosa sia il buio
Io sono in grado di comprenderlo
Io posso parlarci
Io conosco i suoi desideri.
Chi é in grado di sfidare l’oscuritá
Io non mi pongo davanti ad essa
Io non mi dileguo dalla sua essenza
Io sono al suo fianco, lei mi conosce.
Chi osa sfidare la morte?
Non certo io.
Per me la morte é solamente un cancello…
Quanti ne ho giá varcati…
BALINOR - VENDICATORE DEL 12 LIVELLO
Livello Chierico IV
AC -5
PF 107
FORZA 18
INTELLIGENZA 10
SAGGEZZA 17
DESTREZZA 13
COSTITUZIONE 18
CARISMA 13
THACO 13
DANNI SPADONE 2d8+9
Il teschio che porta con se l’effige della morte
Affligge la mente del debole
Sostiene lo sguardo del forte
Poiché la tenebra lo segue dappresso
La sua scia porte distruzione
Ed il fuoco che arde dentro il bianco osso
Brucia ogni essenza
Lasciando piaghe senza tempo.
Estratti da una scheda del 1990
MEMORIE DI GIOCO
Marzo 25, 2008

Ho ritrovato queste tre pagine di memorie nel mezzo alla vecchia roba di gioco. Sono i ricordi delle mie prime esperienze ludiche. Il manoscritto era datato 1994. Buona lettura.
È difficile tornare indietro con la memoria. Scavalcare con abilità ogni desiderio che ti cresce dentro, quando sfiori col pensiero un bel ricordo che potrebbe incatenarti dentro una prigione di convenienza. La nostalgia…
Queste che sto scrivendo sono le memorie di un gruppo di giocatori, attraverso sei anni di storie e di avventure. I ricordi lentamente svaniscono, ma la testimonianza deve rimanere.
Perché mi sono dato questo compito?
Perché sono da sempre lo scrivano della compagnia, nonché sognatore e narraleggende. Ma forse non sono altro ciò che indica il mio nome; un salice. Un salice sognatore narraleggende.
Ho deciso di esiliarmi per qualche tempo per portare avanti alcuni progetti, come questo qui. Sono lontano da casa, ed è più facile scavare dentro il pozzo della memoria, recuperando i pezzettini di questa storia. Forse un giorno troverò l’occasione di narrarvela…
Il mio unico desiderio è quello di mantenere vivi i ricordi di quelle persone, che mi sono care più di ogni altra cosa. È a loro che dedico queste righe.
In sei anni ce ne sono di cose da raccontare…
Il ricordo più lontano è del maggio 1988, quando venni introdotto per la prima volta al gioco di ruolo, da parte di alcuni ragazzi fiorentini. Anche se il fenomeno si era si era sviluppato da tempo nella mia scuola, mi ci avvicinai solo in un secondo momento. Per tutto l’autunno e parte dell’inverno di quell’anno, esplorai assieme a questi ragazzi questo nuovo divertimento. Il nostro era un approccio parecchio acerbo, ma non per questo meno entusiasmante.
Chi conosce il gioco di ruolo sa bene che di solito sortisce due diversi effetti sulle persone. Alcuni lo prendono per un semplice gioco, e lo praticano fino a che li diverte, altri invece vengono totalmente coinvolti dal fenomeno, e la loro vita ne viene completamente sconvolta (come nel mio caso).
Continuai a giocare con questi ragazzi per diversi mesi, ma mentre in loro la voglia di giocare lentamente diminuiva, in me cresceva il desiderio di esplorare nuove possibilità, di provare nuovi giochi e interagire con altri giocatori.
Durante l’anno scolastico ’88-’89 ebbi finalmente modo di avvicinarmi al gruppo di gioco del mio liceo. Incominciò così un periodo molto intenso. La voglia di conoscere, d espandersi e di crescere si rifletteva sui miei personaggi, prima fra tutti il mio chierico Clarko.
All’inizio è sempre il potere quello che ti attrae, ed è un po’ come nella vita reale. Lasciai i miei primi compagni, che non avevano più di giocare, e incominciai a partecipare alle sedute di gioco di questo nuovo gruppo. Era un periodo d’espansione, di ricerca e di crescita. Il mio personaggio crebbe di svariati livelli in tempi molto brevi, e ripensandoci non nascondo un certo dispiacere. Avrei preferito fare un po’ più di gavetta.
Fu così che conobbi il Gibbo, uno dei primi ad introdurre il gioco di ruolo nel Liceo di Scandicci. Gunan era il suo leggendario guerriero, il suo gioiello, il suo alter ego. Gli altri membri del gruppo erano il Cionko, che giocava l’elfo Raoul, Daniele col suo leggendario mago Titanius ed infine il mitico Zisa col suo nano glabro che aveva per moglie un elfa (roba da pazzi!!!). Se non erro si chiamava Jack la Iena…
Ricordo che la prima partita che disputai insieme a questa nuova compagnia fu a casa di Daniele. Eravamo in diversi, e non conoscevo la maggior parte dei giocatori. Tra loro però c’era qualcuno che in futuro sarebbe diventata una figura molto importante della mia vita di giocatore (e non solo!). Era il vecchio Walter, che già all’epoca interpretava il misterioso chierico Adam.
Fa uno strano effetto ricordare quei ragazzini riuniti attorno al tavolo a tirare dadi. Emozionati dagli incontri che facevamo, impegnati ad appellarci alle regole dei manuali, assaporavamo l’idea della crescita di livello, che è rimasto per molto tempo il nostro obbiettivo principale. Ma nel frattempo la nostra fantasia cresceva, come se fosse un muscolo da allenare. Lo alimentavamo con il gioco, e noi lo utilizzavamo nella vita reale. Per questo alcuni di noi incominciarono a distaccarsi dai problemi e dai doveri quotidiani, prima fra tutti la scuola.
A quei tempi il gruppo di gioco non era ancora saldo. Ad ogni seduta gli elementi cambiavano. Gli appuntamenti erano prefissati, e chi non poteva venire a giocare rimaneva indietro con l’avventura, e nessuno si lamentava. Non esisteva ancora l’idea di appartenenza a una compagnia. Eravamo più impegnati a rincorrere i punti esperienza, a cercare nuovi oggetti magici e tutto quello che serviva a far crescere il proprio personaggio.
Ricordo di come di come proprio durante quella prima partita il mio personaggio (un guerriero di nome Gogol), passò di ben otto livelli grazie alla marea di PX assegnatemi da Master Zisa. Questo perché giocavo un personaggio del primo livello e il resto della compagnia era molto più esperto. Così il DM decise di farmi crescere velocemente in modo da inserirmi meglio nel gruppo.
Splendidi i tempi in cui marinavamo la scuola per andare a giocare, anche se adesso li ricordo con un leggero rimpianto. La scuola era diventata un problema per alcuni di noi, immersi così profondamente nel gioco da non riuscire più a rilegare il tempo necessario da dedicare agli studi. Solo Daniele riusciva a non farsi distrarre troppo dagli studi, ed infatti non continuò a giocare come noi. Alla fine degli novanta aveva già attaccato il sacchetto dei dadi al chiodo.
Nel febbraio ’89 incominciai ad appassionarmi di narrativa fantasy. Io che non avevo mai letto un libro di mia spontanea volontà, mi ritrovai a divorare letteralmente tutte le saghe più importanti del genere. Quello che non aveva saputo fare la scuola, lo aveva fatto il gioco di ruolo. Mi aveva avvicinato alla narrativa. La saga della Dragonlance, Terry Brooks ed ovviamente anche il mitico Signore degli Anelli. Letteratura di serie B? Può darsi, ma per me erano delle vere e proprie secchiate di emozioni.
Nell’89 il gruppo partecipò all’annuale torneo di D&D di Stratagemma, il negozio del gioco di ruolo per eccellenza in quegl’anni, ma non riuscì a passare il turno. Io non potetti prendervi parte a causa di un incidente.
Dopo l’estate tornammo a giocare. La voglia non mancava mai ed il tempo riuscivamo sempre a trovarlo. A volte potevano esserci dei problemi per trovare il posto, ed avevamo sempre come ultima alternativa i tavolini dei bar. Acquistavamo oppure fotocopiavamo nuovi manuali, arricchendo così le nostre conoscenze ludiche, e calandoci sempre più in profondità dentro quel mondo. E nel frattempo i nostri personaggi diventavano sempre più potenti e anche più ambiziosi. Si costruivano magioni, si armavano eserciti, si ingaggiavano battaglie.
Tra noi giocatori si sviluppò un certo affiatamento indipendente dal gioco. Incominciavamo a ritrovarci anche solo per stare insieme, parlare oppure uscire. Il gdr era stato il pretesto per conoscerci.
Ma il gioco era comunque sempre presente. Ricordo con un sorriso gli appassionati monologhi del Cionko sui draghi tenuti sugl’autobus, mentre la gente ci osservava stranita. Altri tempi…
L’anno scolastico ’89-’90 unificò un gruppo molto solido. Cionko, Walter, Daniele, Zisa ed io. Il Walterone già ci sbalordiva con i suoi disegni, ma non era solo quello il suo talento. Quando lo Zisa ci lasciò per dedicarsi totalmente al suo gruppo, Walter divenne il nostro nuovo DM.
Ricordo l’epica avventura ispirata da un vecchio disco degli Helloween, che s’intitolava “The Keeper of the Seven Keys”. Titanius, Raoul, Clarko, Adam, una sequela di eventi catastrofici, esplosioni, demoni e fuochi. Fu l’apice del power playing per alcuni di noi.
Spesso giocavamo alla Willowfarm, la cantinetta che avevo allestito per i nostri raduni. Un tavolino da picnic rosso e una manciata di dadi, mentre l’effetto del Neocid, l’ammazza-zanzare allucinogeno che spruzzavamo di continuo per uccidere gli insetti, aiutava a farci viaggiare con la fantasia. Erano davvero dei tempi balordi.
Alla fine dell’anno scolastico Daniele abbandonò definitivamente il GDR. Nel settembre 1990 nacque ufficialmente la nuova compagnia, il gruppo con cui ho condiviso per oltre un decennio il tavolo da gioco.
Erano loro, i soliti cospiratori.
Un giorno ve ne parlerò…






















