Da un po’ di tempo a questa parte, precisamente da quando ho incominciato questo blog dedicato al gdr, ogni volta che faccio ruzzolare un po’ di dadi sul tavolo (solo una volta al mese ormai), mi viene da riflettere sui molteplici aspetti di questo splendido fenomeno ludico. Ancora più interessante è condividere queste riflessioni con i vecchi compagni di gioco e altri esperti giocatori. Anche per questo motivo ho creato questa pagina.

Capita a volte di dover giocare dei personaggi che, seguendo con coerenza il loro background, non hanno possibilità di occupare un ruolo rilevante all’interno dell’avventura. Ad esempio, se giochi un halfling in uno scenario di maghi aristocratici Glantriani, nel caso della ben conosciuta Mystara, non potrai fare altro che rimanere in disparte. È vero che nel gdr puoi sempre fare quello che vuoi, ma se decidi di non seguire il background del tuo PG rischi di creare situazioni ridicole e rovinare la serata a tutti.

Ieri ad esempio, in una one-shot di Hero (gioco abbastanza complesso in stile GURPS) ambientata in un mondo fantasy, ho scelto di giocare un uomo della giungla, una sorta di bardo danzatore tatuato, ex schiavo. Al momento di scegliere il personaggio non sapevo assolutamente dove l’avventura ci avrebbe portati. Fatto sta che mi ritrovo con questo breakdancer mezzo ignudo con la fionda, imbarcato clandestinamente su un nave diretta verso l’estremo nord del continente. Poco dopo, eccomi a guidare per la prima volta una slitta di cani su un paesaggio desolato, freddo e innevato.

Seguendo il background del personaggio ho scelto di rimanermene appartato, lamentandomi di tanto in tanto per il freddo, incapace quasi di parlare e di prendere parte attivamente al Quest. Non posso dire di essermi divertito, perché ho avuto davvero poche chance per mettere in evidenza le qualità del mio PG, ma credo fermamente di essere riuscito a rappresentarlo al meglio.

A questo però mi sorgono delle domande, e vorrei che qualcuno lasciasse la sua opinione.
É più importante giocare bene o divertirsi? Ed è sempre vero che a giocare bene ci si diverte?
A voi la parola.

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