Continua l’inchiesta sul gioco di ruolo. Qui sotto l’intervista a Gherardo D.L., sopra invece ho riportato un video trovato in rete in cui l’attore Vin Diesel parla in maniera entusiasta del gioco.

1.    Quando hai iniziato a giocare ai Giochi di Ruolo?

Nel 1993, con “Uno sguardo nel buio” di Ulrich Kiesow.

2.    Come ti sei avvicinato ai Giochi di Ruolo?

Dai libro game. Ricordo che “Uno sguardo nel buio” era edito dalla stessa casa dei librigame che leggevo, tipo Lupo Solitario etc…

3.    Secondo la tua opinione, qual’è la componente principale che diversifica i giochi tradizionali da tavolo dal gioco di ruolo?

Gli effetti sensibili che fantasia e creatività hanno nel gioco, insieme all’assenza di competizione.

4.    Ma il gioco di ruolo, secondo te, aliena le persone? Le rende asociali? Le isola?

Sembrerebbe di no,  si tratta di giochi. Si può anche diventare dipendenti dai gdr (quindi tendere a isolarsi), come si può diventare dipendenti dal tennis, dalla musica house, dalla morfina o dai cineforum.

5.    Quanto è vero il luogo comune che vuole i giocatori di ruolo dei perfetti nerd?

C’è un fondo di verità,  a patto che si allarghi un po’ il concetto di ‘nerd’. Non credo che i gdr siano terreno esclusivo di esseri stralunati con pochi capelli, occhiali e che conoscono Guerre Stellari a memoria. C’è invece da dire che molti dei giocatori di ruolo sono persone con gusti simili, oltre ad essere persone poco materialiste, poco conformiste, profonde e non di rado brillanti.

6.    Se non giochi per vincere, per quale altro motivo giochi i GdR (a parte quello di divertirsi)?

Non ci sono altri motivi, è uno svago.

7.    È cambiato il gioco di ruolo negli ultimi vent’anni? E i giocatori?

E’ cambiato perché è diventato un’industria, invece che un settore incompreso e terribilmente underground come era agli inizi. L’affermazione come realtà editoriale a pieno titolo può avere un po’ impoverito lo spirito del gioco, anche banalizzandolo, ma è anche vero che adesso escono moltissimi prodotti: molti di essi sono convincenti, e senza una realtà solida alle spalle non avrebbero mai potuto essere diffusi.

8.    Quanto ha influenzato il mondo del GdR l’uscita dei giochi di carte collezionabili prima, e i MMORPG poi?

Credo molto, perché pur  essendo dei tipi di gioco diversi,  si rivolgono a pubblici simili, sono spesso prodotti dagli stessi editori e vengono diffusi negli stessi luoghi. E’ facile per un giocatore di ruolo avvicinarsi a un gcc e viceversa.

9.    Cosa ne pensi del gioco diceless?

Ne conosco pochi. On Stage è un piccolo capolavoro,  anche se pur non prevedendo l’uso dei dadi il caso gioca sempre un suo ruolo.

10.    Una tua opinione sul business del gioco e della fantasy in generale nel periodo post Lord of the Rings di Jackson.

Sul gioco ho detto qualcosa al punto 7. Il fantasy è un genere in ascesa, ma oggettivamente c’è troppa omologazione. Non si può tornare sempre sui luoghi comuni del genere,  gli autori da privilegiare (e sostenere)  sono quelli che oltre ad essere scrittori di talento hanno idee innovative. Se mi servono storielle di draghi ed elfi le trovo dovunque, e non molte di queste sono un granché.

11.    Quanta importanza hanno in percentuale i seguenti fattori per ricreare la condizione ideale per una grande giocata: 1) Un bravo master, 2) Bravi giocatori, 3) Un ottimo metodo di gioco, 4) Empatia tra i partecipanti

Sono più o meno alla pari, forse il fattore più determinante è il bravo master.

12.    Cosa pensi del gioco di ruolo dal vivo?

E’ una bella invenzione. A me piacciono alcuni gdrv e altri no, ma in generale mi pare un tipo di gioco impegnativo e che coinvolge molti lati della persona che vi partecipa.

13.    Nel GdR classico, preferisci la parte del giocatore o del master?

Giocatore.

14.    A cosa ti ispiri quando crei un personaggio di gioco?

Personaggi di libri, fumetti, film, musica, ma l’idea di base è creare qualcosa di originale e personale. Qualche volta ci si riesce, qualche volta meno.

15.    A cosa ti ispiri quando architetti un avventura di gioco?

E’ più o meno la stesso discorso del PG.

16.    Smetterai mai di giocare?

Non ho idea, non posso prevedere il futuro.

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