una-giocata-internazionale

Ci sono un inglese, un francese, un italiano, una turca, una cinese, un olandese e un’americana…
No, non è l’inizio di una barzelletta, ma è quello che è successo ieri sera sopra un piccolo pub del centro di Amsterdam, a due passi da piazza Dam. È lì che il Meetup internazionale dei giocatori di ruolo in Olanda si è ritrovato, gente disparata proveniente da ogni dove, pronta a tutto per far ruzzolare qualche dado. Oltre ai sopra citati c’erano anche un paio di tedeschi e un paio di canadesi (organizzatori dell’evento). Questi ultimi componevano il secondo gruppo che giocava accanto al nostro.

È stato un bel tuffo nel vuoto, un’esperienza elettrizzante, incominciata nella tempesta di neve che si è abbattuta ieri pomeriggio sul centro di Utrecht. Un treno sfreccia veloce per le piatte lande innevate fino alla capitale multietnica, multirazziale, multitutto. Esci dalla stazione di Amsterdam e trovi più italiani che nel centro di Firenze d’estate. Nessuno parla olandese. L’inglese è praticamente la lingua ufficiale, storpiato, accentuato, colorato da parole impossibili…. Il nuovo esperanto.

De Schutter Cafè, dal sapore antico, le cameriere prosperose, la birra giusta: una palm, per incominciare. Arrivano gli altri. Ci si presenta, soliti convenevoli, e poi ci si trasferisce al piano di sopra, in una saletta a nostra completa disposizione. Siamo solo in undici (la neve ha mietuto le sue vittime) così ci dividiamo in un due gruppi. Il primo, più colorato e meno esperto, gioca D&D quarta edizione. Il secondo invece opta per Armagheddon, un ambientazione di fantasy post-atomica. Mi aggrego a D&D più per nostalgia che per altro, e poi sono curioso di vedere come funziona questa nuova edizione.

La giocata è una mezza delusione. Il master francese non ha grande padronanza della lingua (si gioca in inglese) e l’avventura risulta essere una scontata stanza-mostro-tesoro. Ma c’è chi deve imparare, e allora va bene anche così. Questa quarta edizione sembra fatta apposta per i giocatori di MMORPG. Mi sembrava di essere davanti a una console, e non è certo quello che io ricerco nel GdR. Comunque il mio Nano Guerriero si è levato qualche piccola soddisfazione, come ad esempio una personale sfida con una porta a sbarre d’acciaio che i miei check di forza non riuscivano a sollevare. Ho mostrato agli altri giocatori come si comporta una nano testardo in una situazione simile, incurante degli attacchi dei demoni di fuoco, è rimasto al suo posto fino a che non è arrivato un 18 con il quale è riuscito ad alzare totalmente le sbarre. Oppure, contro le semiproteste degli altri giocatori, ho volutamente rinunciato a indossare una corazza di scaglie magica di fronte al gruppo a causa della presenza di una halfling (davanti alle donne un nano non si spoglia, se non per fare altri nanini…) E via così, cercando di tenere alta la bandiera italiota.

Ma la parte migliore della giornata è stata la “social hour” del dopo gioco. Siamo scesi al pub, ci siamo accomodati ad un tavolo e abbiamo cenato insieme, parlando ovviamente del gioco. L’organizzatore (il canadese che non era nel gruppo di D&D) ha praticamente giocato di tutto. Abbiamo parlato del vecchio D&D, del gioco diceless (che io preferisco), e del fatto che, di questi tempi, non è facile organizzare una campagna “alla vecchia maniera”. Non a caso tutti vogliono giocare la quarta edizione, che ripeto non è un GdR vero e proprio ma quasi un gioco di strategia. Però chissà, forse in futuro sarà possibile organizzare un gruppo di Old D&D, per gli irriducibili romantici.

Il 14 di questo mese il Meetup si ritrova di nuovo ma io non ci sarò. Aspetterò trepidamente l’appuntamento di Gennaio per vedere un po’ quello che succede. Una strana euforia gorgoglia nel petto. Farfalle impazzite di cui mi ero completamente dimenticato…
…sono tornato a giocare!

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