Estate duemila. Il millennio pazzo è appena scoccato, ma noi continuiamo a schernirlo, con rituali arcani e giochi di dadi. Sempre loro…

Cenetta a base di pesce, sul bagnasciuga degli eventi più recenti, quelli che hanno trasformato, dilatato e amplificato le relazioni. Un fritto di pesce. Una bottiglia di bianco buono. La notte è nelle mani del gioco. Una giocata in solitario, di quelle che ti rompono l’anima e ti lasciano un segno indelebile nel cuore.
Tre personaggi; un’unica strada. Il druido supremo, lo sciamano, il guerriero-druido. E poi naturalmente lui, il Loto Nero… Pedine di un gioco di sognatori, oppure tasselli di un mosaico dentro al mosaico?

La spiaggia è solo per noi. I bagnanti, le creme da sole e gli ombrelloni sembrano non essere mai esistiti. Si sentono solo il confortante rumore della risacca e lo sciaguattio delle barche ancorate vicino agli scogli. In alto brilla una tenda di stelle, e un occhio gigantesco, giallo, bellissimo. Ci viene voglia afferrarla, quella luna malandrina, che racconta storielle da quattro soldi, e ti lascia sognare fino a che ce n’è. Che importa poi se hai quasi compiuto trent’anni…

Incomincia l’avventura. Anzi, no. L’avventura non incomincia mai, perché non finisce mai. L’avventura continua, riparte da dove abbiamo interrotto. Stravolgiamo la linearità degli eventi, li aggiustiamo come più ci piace, cercando di rimanere sempre coerenti con la storia.
Ed eccoci finalmente davanti a un tavolino di plastica, di quelli da mare, i manuali e le schede illuminati dalla luce della luna, sempre lei, incomparabile dispensatrice di momenti. Estraiamo i dadi. Quello si che è un rituale pericoloso. Le luci degli astri penetrano le sfaccettature delle pietruzze. Potrebbero evocare qualcosa di balordo. Bisogna saperli controllare, vincolarli al nostro volere. Noi, esperti domatori di dadi…

Le parole si traducono in immagini. La storia prende vita. Lasciamo la spiaggia. Siamo lontano. Nessuno potrà più raggiungerci.
E in quell’istante il varco si spalanca. Il Creeping Doom si avventa su di noi, richiamato da strani anatemi. Lo avevo detto io di stare attenti a dadi… Un nugolo di moscerini ci avvolge, ricopre interamente la spiaggia. Il giorno dopo lascerà uno strato di mezzo centimetro sui motoscafi e sui gommoni vicini. Non ci rimane altro che spostarci, lasciare quel luogo ormai fatalmente contaminato dalla nostra magia.

L’avventura prosegue in pineta. C’è ancora del vino, o forse della birra. I ricordi si fanno confusi, si mescolano al mito. E va benissimo così…
Il druido, lo sciamano il Loto Nero. Due persone viaggiano nel vuoto, intrattenendo le stelle. Il mare è un gigante sornione che se la dorme appoggiato alla terra, la sua sposa. La luna continua a farci compagnia. Stanotte è la nostra sublime accompagnatrice. Madre, sorella, figlia e puttana.
È arrivato il millennio pazzo, ma alla luce del grande astro giallo, il tempo perde tutto il suo significato. E così ci ritroviamo beatamente a navigare sull’oceano della fantasia. Ancora per una notte.

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