Parte da oggi una ricerca delle considerazioni piu significative fatte sul GdR da parte del nostro gruppo. Questa prima perla é di Enrico. Mi sono permesso di estrarre solamente i passaggi inerenti al gioco e tralasciare le cose personali e troppo specifiche.

IL GDR COME UN FILM

Non esistono personaggi power player. Esistono giocatori power player. Che io abbia un PG con una spada + 50, o un PG deforme con costituzione 4 che si salva la vita con la sola astuzia e la parola, è come lo gioco che mi fa essere un buon o un cattivo giocatore. Cito, non a caso, un passo scritto da un ottimo giocatore di ruolo (T.G.).

”Immaginate la preparazione di un film. Il regista, i costumisti, gli stuntman, tutto lo staff tecnico è in fermento per preparare una scena, per studiare l’inquadratura, per scegliere le luci più adatte. Lo scenario è pronto, tutte le scenografie sono ultimate, la storia in fondo è pronta, evoluta da un canovaccio, gli attori ripassano il copione…il ciak !
Le battute sono recitate, l’attore diventa personaggio, la scenografia diventa scenario per la pellicola che rimarrà impressa nella mente, le atmosfere, le musiche, le emozioni di essere “dentro” il film.
Ecco lo spirito del gioco di ruolo.”

Se io decido di realizzare un action movie, sono forse un cattivo giocatore?
Un buon film non è solo un film prolisso e lungo con e assordanti silenzi, come Il Decalogo di Krzysztof Kieslowski (che per inciso adoro come regista). Ci possono anche essere altri modi di vedere il cinema/Gdr. I tempi decisi dal regista/master possono essere veloci, non necessariamente lenti, divertenti ed interpretativi quel tanto che basta .

Il gioco di ruolo non è un dogma, non c’e’ un modo giusto o sbagliato di farlo, come non c’e’ un modo giusto o sbagliato di fare film. Ci sono campagne di gioco mediocri, come film e attori mediocri. Personalmente non amo chi usa il gioco di ruolo come una liberazione dalla frustrazioni delle vita quotidiana. Ma non necessariamente una campagna epica è una campagna fatta da gente frustrata.

Il 90% dei fruitori di un gioco di ruolo, sono giocatori che hanno come maggiore ambizione una spada + 5 e seguire il sentiero per diventare immortali, il famigerato livello 36. Molti altri giocano ad una console pompando pixel animati e uccidendo ogni cosa che passa sul loro televisore. Caro Questa è la clientela dei giochi di ruolo. Non a caso D&D 3.5 sembra più un regolamento adattato ad un videogame.
Non parlo per sentito dire. Io questi ambienti gli ho frequentati sul web. Ora non mi indigno più, non pretendo di far capire alla massa il valore di un bel film, o quanto possa diventare alto e affascinante il mondo del gioco di ruolo, se si riesce a staccarsi dalla scheda e dai dadi. Citando un luogo comune; “è inutile gettare le perle ai porci”.

Non siamo tutti uguali…

Cito in ultimo:
Il vero spirito del gioco di ruolo risiede nel bambino, non nella ragione di tabelle e regolamenti. I dadi dovrebbero essere solo l’ultima risorsa. (T.G.)

Per questo non esistono ”bravi o cattivi giocatori”, l’importante è “divertirsi e far divertire”, condividere una storia immedesimando al meglio il proprio personaggio, nelle trame tessute dal Master e dalle nostre stesse intenzioni.

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