I dadi giacciono dentro il sonno dei druidi. Sono al buio nel mio sacchetto di pelle. Dormono.
Negli ultimi giorni ne ho aggiunti di nuovi, pietruzze verdi desiderose di rotolare. Il set è pronto. Quattro da 20, da 6 e da 10, talismani primari, e poi i d4, d8 e d12, per completare il rito. Appoggio l’orecchio alla pelle grinzosa dell’involucro. Il suono è leggerissimo ma cadenzato. È un respiro, non ci sono dubbi. Attendono il momento…

Una telefonata, un progetto, la voglia di giocare al di là delle difficoltà di ricezione, l’utopia di una serata balorda, come ai vecchi tempi… Le schede fremono. I personaggi prendono corpo. Il d20 rosso apre un occhio… “È forse giunta l’ora?” si chiede, ma giace quieto nel suo sacco insieme agli altri. Aspetta…

Come un tomo senza fine, la storia si riapre sfogliando le ultime pagine, e quelle vuote accanto, che aspettano di essere riempite. I personaggi sono fermi lì, come atleti in posizione di slancio davanti all’omino con la pistola puntata in alto. Il tomo naturalmente ha proprietà magiche, e non si esaurirà mai.
Ma purtroppo, anche per questa volta, bisognerà attendere per conoscerne il seguito.

Dormite dadi, dormite.
Il sonno dei druidi vi aiuterà ad aspettare.
Dormite!

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