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Mi ero dato un po’ di tempo, ma questa notizia mi ha profondamente colpito, e come succede in queste occasioni, l’unica maniera per ventilare è quella di battere qualche riga sulla tastiera.
Si è spento ieri all’etá di 69 anni il grande Gary Gygax, co-inventore di D&D.

Prima di Dungeons & Dragons (uscito nel 1974) la fantasy era ancora qualcosa rilegata ai lettori di Howard e Tolkien. Ma con l’avvento del GdR divenne presto un universo illimitato dove poter ambientare moltissime storie.
Sono stati oltre 20 milioni da allora le persone che hanno giocato a D&D, e si calcola un giro di soldi pari a 1 miliardo di dollari.
Gygax ha sempre ripetuto che la regola fondamentale del suo gioco era quella di divertirsi, e di godere dell’esperienza sociale volta alla creazione di un intrattenimento.
“L’essenza del gioco di ruolo è quella di un’esperienza cooperativa di un gruppo di persone. Non ci sono ne vincitori ne vinti. Solo il merito di riuscire a immaginarsi nei panni di un altro personaggio.”

Il Dungeon Master di noi tutti lascia, oltre la moglie, ben sei figli (tre maschi e tre femmine).
Dall’articolo del New York Times mi piace inoltre riportare una considerazione riguardo all’evoluzione del GdR nell’era dei videogames. Gygax ovviamente accettava questa nuova tendenza, ma non la supportava totalmente.
“L’immaginazione è tradotta dal computer, e non è la stessa cosa di quando ti ritrovi insieme ad un gruppo di persone.”

Gary Gygax è stato per anni un nome, una figura, un simbolo che rappresentava le nostre esperienze ludiche. Grazie di tutto questo!
Chissà se si fará seppellire col suo set personale di dadi! Magari dove sta andando adesso potrebbero tornargli utili!

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