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Nel 2002 scrissi un manuale di gioco di ruolo ambientato nel mondo dei Guerrieri della Notte, il celebre film cult di Walter Hill del lontano 1979. La prima edizione del manuale è scaricabile qui, ma ho intenzione di rinnovare il progetto e pubblicarlo su Lulu entro la fine di questo anno.
Il nostro gruppo giocò tre o quattro serate, e ne uscirono delle cose carine. Ricordo la gang dei ragazzi, gli Screwdrivers, italoamericani scapestrati sempre pronti a dare di mano e a scopare le fighette dei loro rivali.
Piú sotto potete leggere il background del personaggio di Enrico, il grande Cico.
Breve ma intensa, rimane sicuramente una grande testimonianza di gioco.

Cico è uno dei tanti ragazzi frutto di una generazione cresciuta nel disagio, frutto di una vita senza sbocchi e senza speranze, lui come molti della sua generazione è nato e cresciuto e probabilmente sarebbe morto nello stesso quartiere, se non fosse stato costretto ad andarsene. I suo occhi sono pieni di immagini, sempre le stesse vie dove giocava a baseball, tutto il santo giorno agli angoli delle strade, i muri sporchi, le urla del padre, i silenziosi singhiozzi di sua sorella Maria che sentiva ogni notte prima di addormentarsi, piccoli retaggi di memoria, che pochi vorrebbero fosse raccontata.
Suo padre Alonzo lavorava presso una acciaieria ai margini del Bronx, canuto e grasso
portoricano, dopo aver perso il lavoro per alcolismo, aveva scaricato tutto l’odio represso sulla famiglia, arrivando a picchiare puntualmente la moglie e i figli… o almeno fino a quando Cico non crebbe abbastanza. Il disagio, l’ambiente e molti altri fattori hanno fatto di Cico un ragazzo violento, pronto agli scatti d’ira e sadico, eppure sua madre afferma che da piccolo fosse un bambino molto dolce e sensibile, o almeno lo era sino a quel fatidico 4 luglio…
Spesso basta poco per cambiare la vita di una persona, per prendere una strada da cui non si può far più ritorno. Sua sorella quel 4 luglio era convinta che i genitori non avrebbero scoperto il suo piano, organizzato giorni prima. La versione ufficiale voleva che quella notte di festa l’avrebbe passata a casa dell’amica, dai Signori Godwin. Invece lei e la sua amica, convinte di essere abbastanza grandi per uscire senza essere accompagnate dai genitori, raggiunsero di nascosto una festa del quartiere organizzata da una banda. Gli eventi, l’alcol e l’ingenuità delle due ragazzine le portarono ad essere violentate senza molti problemi da dei bulli di una della bande del quartiere. Ovviamente la cosa si venne a sapere e causò le ire del Padre. Sbronzo marcio pensò bene di picchiare la figlia e poi la moglie, perché ne prendeva le difese, sino quasi ad ucciderle, se non gli fosse capitato un incidente, o almeno come tale fu presentato alla Polizia.
Infatti pare che Alonzo Alvarez fu lui stesso causa della sua morte, cadendo dalle scale del palazzo e rompendosi schiena, collo e cranio nella caduta, probabilmente mancando uno scalino in preda alla forte sbronza. Da quel giorno Cico smise di giocare a baseball, confidando agli amici che qualcuno doveva avergli rubato la mazza….
Ciò non bastò; due giorni dopo capitò un incidente anche ad uno di quei bulli cosi orgogliosi di avere stuprato Maria. Fu trovato morto in un vicolo buio. Qualcuno gli aveva fatto una “cravatta portoricana”, squarciandogli la gola probabilmente con un rasoio, e tirandogli fuori la lingua per poi lasciarla penzolare in bella vista. Nel guaio che ne seguì la madre di Cico, donna di origini siciliane di poche parole ma dal grande intuito, decise che era meglio lasciare il quartiere per tornare a Brooklyn dove era nata e dove i suoi genitori vivevano ancora. Da lì in poi per Cico e la sua famiglia dovettero abituarsi ad una nuova vita in un nuovo quartiere…

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