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Cosa sono in realtà le schede? Niente altro che una manciata di dati, cifre e parole che non hanno nessun senso per chi non conosce il gioco.
Ricordo un episodio di tanto tempo fa, quando i carabinieri fermarono il Sirri e il Cionko per un controllo. Stavano passeggiando tranquillamente per le vie buie di Scandicci, parlando di Elfi e di Signori dei Draghi.
I carabinieri li perquisirono e trovarono questi strani pezzi di carta, forse un piano strategico per un crimine segreto? Fecero delle domande, ma la cosa finì lì (anche se per un attimo i nostri amici pensarono di doverli seguire in centrale…)
Ma le schede dei personaggi sono ben più una semplice annotazione di dati. È vero che col tempo ci siamo abituati a giocare anche senza, poiché i nostri personaggi erano diventati ormai parte di noi. A quel punto numeri e parole significavano ben poco.
Ma le schede sono una testimonianza.
Le macchie di caffè e di birra (quelle del Dona erano veri e propri campi da battaglia), i disegnini e ricami che le abbellivano e naturalmente l’usura. La piegatura che diventava strappo, lo strappo che nasconde le parole, le parole che celano il segreto.
Ne ho recuperate qualcuna, non certo le migliori ma semplicemente quelle che mi sono capitate sotto mano (anche con l’aiuto di qualche giocatore interessato alla testimonianza). Se volete collaborare all’archivio, mandate pure.
Nel mezzo a questa carrellata c’è anche la fotocopia della scheda del grande Kevin Sollers, detective dell’incubo con una notevole conoscenza di miti (se non ricordo male).

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