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Dunque…

L’archeologia del GDR mi trasporta dritto nel lontano 1984 (e per uno che non ricorda che ha mangiato a cena e sono solo le 21:07 non è sforzo da poco).

In quel glorioso anno comparve a casa del Nuzzi una scatola di cartone tutta rossa, con un drago in copertina e un guerriero medioevale che, nonostante le evidenti fratture da cui era afflitto vista la postura, sembrava volerlo combattere.

Tale scatola conteneva 2 volumetti e dei dadi mai visti prima.

Il Chicco ci disse che era un gioco che in america faceva furore (e già storcevo la bocca… america…).

Aprii uno dei due manualetti e c’era scritto sopra che se non ero un DM non potevo leggerlo (si cominciava bene… non sapevo cosa fosse un dm, ma di sicuro non lo ero… piano con le offese…).

Aprii l’altro manuale… e fu amore.

Capii tutto subito.

Si spalancò l’abisso della fantasia più pura e ad oggi non vi è in me una sola cellula che voglia che quell’abisso accenni a chiudersi o a farsi meno profondo. Per fortuna ci sono dentro per chilometri di profondità.

Fummo conquistati: io e il nuzzi più degli altri… eravamo increduli della potenza racchiusa in quel manuale.

Ora che ci penso bene, il manuale era ovviamente in italiano… ma di sicuro nuzzi padre ne aveva sentito parlare in uno dei suoi viaggi negli states.

Ci avvicinavamo con cautela e timore a quel mondo magico e potente, avevamo trovato un tesoro di tale valore che eravamo restii a divulgarlo per timore di non essere creduti. E non avevamo voglia di discutere l’immensità della nostra scoperta, era nostra e ci bastava. Eravamo di fronte alla più immane figata della storia (11 anni…).

Giorno dopo giorno, nell’oscurità del lab, leggevamo il sacro grimorio, accumulando sapienza in attesa del giorno in cui avremmo creato i nostri personaggi.

Fu subito chiaro che si sarebbe trattato di una scelta di vita irreversibile… non ci aveva mai neppure sfiorato l’ipotesi che si potesse creare più di un personaggio… scelto e creato ci avrebbe accompagnato per sempre, amen.

Lessi con attenzione tutte le classi (risi dell’halfling…) e fu subito ovvio che io sarei stato un guerriero. Non fu una scelta, fu l’ovvietà più palese e banale. Fu naturale come dormire o mangiare, camminare e andare in bicicletta. Fu il guerriero che scelse me.

Il giorno tanto atteso venne, e il chicco master, nell’oscurità del lab, ci guidò lungo la via della creazione.

IL PRIMO PERSONAGGIO MAI CREATO FU GUNAN (CAZZO). IL PRIMO. CAZZO. Da subito ebbe quel nome, sputato con forza sulla scheda, e la prima pietra fu posta. La scheda (con 1 aggiustamento previsto dalle regole) è la stessa da 23 anni (tranne per il 19 di forza che fu acquisito 5 anni dopo la nascita).

Scoop inedito: Gunan aveva un fratello. Il personaggio di davide bandinelli era un guerriero, ed era mio fratello. Non ne ricordo il nome, ricordo solo che la scheda, senza alcun aggiustamento, tirata alla prima con l’incoscienza di un bimbo di 10 anni, comprendeva 3 18 e niente sotto il 16. Gunan aveva un fratello + grosso e più forte (…).

Il terzo personaggio creato fu AMBLIN KNOPPERFIELD, il personaggio del nuzzi. Aneddoto: il buon nuzzi, fraintendendo, aveva invertito l’llustrazione grafica dell’elfo con la descrizione dell’halfling… in poche parole era convinto di giocare un elfo, mentre giocava un halfling. Quando se ne rese conto non ha mai più giocato. Non ne ricordo la scheda però…

C’erano anche lo scaturro alessandro e lo jafelice maurizio, rispettivamente mago e chierico, ma non ricordo più nulla di loro… Io ero Gunan e tanto bastava.

L’acquisto dell’equipaggiamento, forse il mio primo precoce orgasmo. Dovevamo alzare la testa spesso e stare attenti a ricordarci che eravamo nel lab., a scandicci e non a La Soglia… ma come facevi, quando dovevi parlare con l’armaiolo, procurarti corda, chiodi, torce, acciarino, sacco, zaino acqua santa e erbe anti-licantropo, cazzo.

La strategia base fu subito chiara: spada in una mano, scudo nell’altra (abbassa la CA) e una buona armatura… hai mai visto Gunan con un’arma a 2 mani? quelle cazzate le lascio agli imbecilli, grazie tante…

Di fronte alla porta del dungeon dell’avventura del manuale, ricordo la paura e l’eccitazione che avevamo perchè da li in poi si cominciava a fare sul serio… W, ho i brividi ancora oggi. Il terrore puro al cospetto del rugginofago… le pareti umide del dungeon illuminate dalle nostre torce…

Inspiegabilmente ci fu poi un lungo periodo di quiescenza, durato per tutte le scuole medie, periodo in cui la passione per il d&d restava chiusa in me come una gemma preziosa in attesa di qualcuno che avesse saputo apprezzarla adeguatamente.

Il momento giunse al liceo, quando conobbi il grande corvitto marco (sempre sia lodato). Palazzetto di scandicci, ora di ginnastica: il corvo alla mia destra (e io alla sua sinistra, ovvio…). Lui mi fa, ex abrupto, out of nowhere: “quel tizio sembra un goblin”, e io senza pensare:”a me sembra piuttosto un coboldo”……. Mi voltai di scatto…. ci abbracciammo. Giuro.

Lui mi disse:”mi parevi il tipo….” (e sul significato di questa frase non mi voglio soffermare, tanto lo sappiamo). Mi parlò del suo gruppo, di personaggi con classe armatura negativa… quasi svenni e l’algebra mi colpì come un pugno.

Il pomeriggio, con le mani più sudate del solito, telefonai al nuzzi e gli dissi che avevamo un altro gruppo, guidato da master baldini giovanni, in via di cocco (traversa di via pistoiese)… dopo 3 minuti di totale silenzio mi disse questa sola parola :”quando”.

Ci andammo la domenica successiva, le nostre schede in un sacchetto della coop (in mano mia si sarebbero squagliate), prendemmo 2 autobus assurdi (tipo un 33, ma chi cazzo lo aveva mai visto un 33) e fummo sconvolti da una scatola azzurra, con un guerriero su un rampante cavallo bianco, con livelli a 2 cifre e spade intelligenti… Questi giocavano più di un personaggio e ne avevano di vari livelli, contemporaneamente impegnati in varie avventure o campagne…. Impossibile descrivere l’impatto emotivo di tutto ciò.

Giocammo con loro per un bel po’, poi inspiegabilmente ci allontanammo di nuovo (il nuzzi aveva subito la ferale rivelazione dell’inghippo elfo-halfling…).

Seguì un periodo in cui giocavo febbrilmente con francesco giovannini (uno che veniva in palestra con me), con tale polidori leonardo, piazzini (di nome non ricordo) daniele nocentini, tutte compagnie di cui non mi fregava un accidente, l’essenziale era scaldare i muscoli del mio Gunan…. insomma, un gran bordello finchè non feci un gran favore a tutti parlando del d&d a te, al cionco, al guzzo, al raddi, allo zoli… e il resto è storia, o meglio splendida attualità.

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