Chiunque abbia una lunga storia di GdR alle spalle si sarà trovato sicuramente coinvolto, direttamente o indirettamente, in un litigio di gioco. Quelli tra giocatori e master sono praticamente ordinaria amministrazione, specialmente in quei gruppi in cui il power plying è di casa. Chi non si è mai imbufalito per una regola mal interpretata o una decisione drastica dell’omino dietro lo screen? Alcuni master andrebbero fatti santi, mentre altri andrebbero crocifissi. È così che funziona, sul tavolo da gioco…

Ma accade a volte che siano due giocatori a scontrarsi, e la cosa può ripercuotersi nella vita reale, mettendo a repentaglio anche le amicizie più salde. Due personaggi possono trovarsi l’uno contro l’altro per ragioni di background, e in un combattimento tra due PG il master non può fare altro che rimanere imparziale. La risoluzione di un eventuale scontro dipenderà solamente dalla fortuna e dalla potenza delle schede. È comprensibile che un giocatore, dopo aver portato avanti per mesi o anni il suo personaggio, vedendosi tradito da un compagno di avventure, diventi una belva inferocita. Ma se nel comportamento del giocatore avversario non c’è malizia, è assolutamente ingiustificabile una reazione fuori dal gioco.

Eppure ricordo casi in cui due giocatori non si sono parlati per mesi, e addirittura hanno smesso di giocare insieme. Io stesso mi sono trovato a riconsiderare l’amicizia di un compagno di gioco a causa di alcuni comportamenti scorretti del suo personaggio. Potremo aggrapparci a una formula algebrica che suonerebbe più o meno così: l’intensità di una giocata è inversamente proporzionale alla fermezza di quella linea che divide la realtà dall’immaginazione. E più intensa è la giocata, più si rischia di rimanere coinvolti emotivamente dentro e fuori dal tavolo da gioco.

Pochi giorni fa ho partecipato a un’avventura di Merp nella quale interpretavo un Numenoreano, fiero ed ignorante come solo i Numenoreani sanno essere. I miei compagni (un Silvano, un Nano, un Dunedain e un Hobbit), dopo essere riusciti insieme a me a sgominare un covo di banditi che avevano depredato un piccolo villaggio nei pressi di Brea, si sono messi in testa di riportare il bottino al villaggio. Il mio background parlava chiaro: “fai soldi e torna ad Umbar come un signore”. Ho preteso ovviamente la mia parte, ma i miei compagni hanno incominciato a dire che non era giusto, che le monete appartenevano agli abitanti del villaggio… insomma, un sacco di stupidaggini. Beh, come è andata a finire ve lo state già immaginando, vero?
Il povero Numenoreano è stato attaccato dai suoi compagni di avventura, che lo hanno lasciato tramortito accanto ai banditi caduti prigionieri. Al suo risveglio, i banditi avevano bisogno di un nuovo capo, e chi meglio di lui poteva adempiere a quel ruolo…

Insomma, la giocata resta giocata, anche quando qualcuno te la fa sotto il naso, anche quando le cose non vanno come tu vorresti, anche quando il destino, complice della magia dei dadi, segna la fine di un tuo personaggio.
“Non prendertela dai, è solo un gioco…”

GAMERS

Novembre 1, 2008

“Brufolazzi…” cantava Elio, e mi va d’incominciarlo così questo nuovo post, perché di brufoli ce n’erano tanti (io meno di tutti). Cartelle rigonfie a tracolla, capelli arruffati, barbe lanuginose, pastrani, anelli e bracciali vistosi, paccottiglia.
- La vedi quella pasta alla crema? Se le dai un morso ti tocca  a fare un TS contro veleno! -
- E la barista? Deve averci carisma 4, guarda che muso lungo. -
- Si però ha preso lo skill in “gelateria”, perché fa dei coni meravigliosi! -
Gamers…

Non si smette mai di giocare, e allora la realtà finisce per mescolarsi alla fantasia. Passano gli anni e ti accorgi che hanno sempre coesistito, che non è mai esistita una linea di demarcazione. Ma solo per coloro che continuano ad essere dei veri Gamers, ovviamente…
Gite alle grandi librerie del centro, pomeriggi a fotocopiare i manuali (lontana l’era di internet e del file-sharing), pranzi fugaci e poi via, negli scantinati della periferia cittadina, a far ruzzolare una manciata di dadi. Le notti (quando non sono dedicate al gioco) spese in assurdi pellegrinaggi verso case abbandonate o cimiteri, parlando del gioco.
- Ho un guerriero del settimo da portare avanti…-
- Allora fallo giocare domani. Facciamo una session con un gruppo nuovo…-
Gamers…

Una vita a bussare alla porta del Master.
- Me la fai un’avventura in solitario? -
- Mi fai trovare un artefatto? -
- Mi fai le prove per passare di livello? -
- Mi è morto un personaggio, ma ne ho un altro che sa dove si trova il corpo. Me lo fai andare a recuperare, così poi lo resuscito? -
- Mi fai le prove per diventare expert in spada? -
- Posso inventare un nuovo incantesimo? -
- Posso farmi l’esercito, il castello, la rocca….??? -
Gamers…

Quando la  voglia di giocare si scontra con il desiderio irrefrenabile di cazzeggiare, allora escono fuori le giocate più eclatanti, scazzi di taverna, check impossibili, sfottò da lacrime agli occhi. Al diavolo i PX! Bisogna spaccare qualche testa, e allora facciamolo! Cosa aspettiamo?
Una, due, tre ore di divagazioni, e l’avventura rimane ancorata. Ma chi se ne frega! L’importante è divertirsi!
Questi pazzi, pazzi, pazzi, pazzi Giocatori!