IMPROVVISARE UN’AVVENTURA
Aprile 13, 2008

18 Luglio 1994 - Casa di Wolly insieme a “Dona, Luke and Sam”.
Alle ore 22:45 stiamo cercando di improvvisare un’avventura con Wolly Master. Rispolvero una vecchia scheda: Ian Andernos, mago ubriacone del sesto livello (FOR 7, INT 18, SAG 11, DES 15, COS 9, CAR 1, PF 24, AC 7, INCANTESIMI 3/2/2)
Ian Andernos ha l’opportunitá di vendicare l’onta subita dalla sua famiglia. Suo zio “Garibald Andernos” era un vecchio e frivolo mago che sfidó in un duello magico uno stregone proveniente da Glantri, appartenente alla casata dei Malapietra. Compare Salvatore Butiello vinse lo scontro e trasformó lo zio di Ian nella grassa pantegana golosa di formaggio che si porta sempre dietro.
Ian Andernos si reca cosí a Specularum dove Salvatore Butiello terrá un congresso di maghi. Alla taverna del porto “La tartaruga Zoppa” incomincia l’avventura…
FONTE DELL’IMMAGINE: Gillespie Art
LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE
Aprile 8, 2008

NEL 2005 ABBIAMO CERCATO DI TRASFORMARE LE PAGINE DI UN BLOG IN UN TAVOLO DA GIOCO. É NATA COSÍ “LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE”, UN EPISODIO IMPROVVISATO DI GDR ON LINE CHE É ANDATO AVANTI PER QUALCHE SETTIMANA. NONOSTANTE IL SUO FALLIMENTO, RIMANE AD OGGI L’ENNESIMA TESTIMONIANZA DI GIOCO.
sabato, settembre 03, 2005
MONTE VECCHIO
La Locanda del Vecchio Salice si trova in un piccolo paesino tra le montagne di karameikos, un pugno di case che ospitano un centinaio di traladariani, perlopiù pastori.
E’ una locanda di passaggio, confortevole e allegra, almeno fino a quando……..
lunedì, settembre 05, 2005
KARAMEIKOS
E’ sempre da qui che iniziano le avventure!!!
Traladariani, Thyatiani, Baronia dell’Aquila Nera, Ordine del Grifone…….
……quali intrighi si consumano davanti allo specchio d’acqua dal quale prende il nome la capitale Specularum?
venerdì, settembre 09, 2005
SOTTO L’INSEGNA
E’ come se foste all’entrata. Avete appena sistemato i cavalli, vi siete guardati intorno e avete raggiunto la porta di legno sotto l’insegna. Vedete la luce del camino infrangersi sui vetri, e sentite risate e borbottii che vengono da dentro.
Dovete soltanto girare la maniglia, e……………
By LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE,
…giro la maniglia ed entro.. mi guardo velocemente intorno, poi mi dirigo al bancone per ordinare una birra. mentre aspetto osservo la sala in cerca di un posto libero che mi vada a genio.
By Arya, at 01:29
Seduto in disparte in un tavolino ad un angolo della Taverna, ordino un po’ di pane e formaggio e qualcosa da bere. La stanchezza grava sul mio corpo, è evidente. Il mio giovane volto incorniciato da lunghi capelli scuri è la testimonianza della mia precarietà.
Vesto una giacca pesante di colore verde, macchiata in più punti, e dei pantaloni marroni. Il fodero di una spada mi scende lungo una gamba.
By VAHAL, at 12:22
mercoledì, settembre 14, 2005
UNA STRANA ATMOSFERA
Lasciarsi alle spalle il vento e la neve delle montagne e sedersi davanti al fuoco di una taverna è sempre una cosa consolante per un avventuriero. Ma appena entrati nella Locanda del Vecchio Salice non è difficile percepire una strana atmosfera.
L’oste, un ometto gracile di nome Harlin, accenna dei tristi sorrisi, mentre da dietro il banco, con l’aiuto dei suoi due figli Lokye e Devin, serve da bere.
Gli avventori sono pochi e silenziosi. Il fuoco scoppietta sopra ogni altro rumore.
Comunque il gelo è ormai lontano, dietro le pareti di legno della consolante taverna.
posted by LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE at 13:15
entro nella taverna e con fare esitante,mi avvicino al camino,ordinando al momento giusto una minestra calda con del pane.
By caos, at 19:29
Bravo Alas, sei riuscito a postare e sei entrato ufficialmente nell’avventura!!
By LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE, at 19:47
mi controllo in giro,qui c’è un aria tesa,chi sa’perche’?
By caos, at 19:47
Vorrei ricoradare a tutti che è bene descriversi appena fate il vostro ingresso, altrimenti gli altri non hanno idea di cosa siete.
By LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE, at 20:28
un minutissimo e gracilissimo esserino,infagottato da capo a piedi contro il freddo,sta entrando dentro la taverna,ha la pelle bianchina,e gli occhi verdi,ma sembra piu attratto dal calore del camino,che da quello di presentarsi alla locanda.
By caos, at 21:17
la ragazza al bancone ha capelli rosso scuro, lunghi e lisci, intrecciati con fili di cuoio e legati in un’unica treccia che scende fino a metà schiena. Di corporatura minuta (alta + 0 - 1,55 per 45kg), ha occhi blu scuro e carnagione olivastra, è vestita con pantaloni neri di cotone pesante e stivali di cuoio, il mantello nero, con cappuccio, chiuso sul collo lascia intravedere una tunica color sabbia, sempre di cotone, lunga fino sotto il ginocchio e aperta ai lati fino all’altezza dei fianchi, e fa indovinare un piccolo zaino in spalla. Camminando si appoggia a un bastone di legno scuro, semplicissimo e molto liscio, piuttosto sottile e più alto di lei. cerca con lo sguardo un posto libero vicino al camino, poi vi si dirige, fedelmente seguita dal grosso cane lupo entrato con lei (se l’oste l’ha permesso, ovvio!).
By Arya, at 00:36
Entra nella taverna un uomo piuttosto robusto ed abbastanza alto… Dal modo in cui apre la porta sembra avere modi molto grezzi… Veste completamente di cuoio ed ha un pesantissimo mantello di quella che senbrerebbe la pelliccia di un orso… i capelli ricci e scuri sembrano non vedere un bagno da mesi e lo sguardo e pittosto torvo… Appena messo piede nella stanza si avvicina al bancone e guardando l’oste dritto negli occhi ordina birra e cibo. poi si gira e con i gomiti appoggiati al banco studia con attenzione la stanza e tutti gli avventori…
By ragor, at 03:12
P.S. ragor si chiamera’; RUD HIRA
By RUD HIRA, at 03:44
un vecchietto con la pelle del viso incartapecorita. coperto da un mantello lacero consumato dagli anni di utilizzo. rasato con qualche dreed che spuntano sulla sommità del capo. Gracile di aspetto anche se flessuolo nei movimenti.
Una fisionomia vagamente orientale, espressione serena, poche variazioni di umore, molti sorrisi di circostanza.
entra senza fretta, si aiuta nel camminare con un bastone da passeggio. ha in mano una specie di ciotala in coccio. inizia a fare il giro dei tavoli e degli avventurieri…chiede qualche spicciolo, un povero vecchio chiede un tozzo di pane…
By Aramis, at 08:56
Lascio scivolare qualche moneta di rame nella ciotola del vecchietto, farfugliando le parole “Che Halav ti protegga buon uomo!”
By VAHAL, at 13:07
Ancora una volta, la porta della locanda sia apre,portando una ventata gelida. Fa capolino dalla porta una figura bassa e corpulenta che alla luce fioca dalla stanza si mostra essere un nano. Chiusa la porta, borbottando tra se e se qualcosa di incomprensibile, mentre si leva il cappuccio mostrando il volto da vecchio, la testa è calva e con macchie di vecchiaia, il viso scavato dal tempo e dalle emozioni e incorniciato da una barba lunga e incolta. Le sopraciglia, esageratamente lunghe e bianche coprono quasi del tutto gli occhi, attenti e furbi nonostante l’età veneranda. Il nano dopo essersi guardato intorno e si dirige al bancone, osservando di sbieco e con diffidenza il grosso lupo accanto alla donna. << Salve Oste, del cibo caldo e una birra… possibilmente non annacquata >>. Mentre il nano si toglie il grosso zaino dalle spalle, dove vi è appeso un po di tutto, la sua attenzione si focalizza sul vecchietto che circola per i tavoli, lo osserva, prima con diffidenza, poi fa cenno all’oste abbassando la voce << Del cibo caldo anche per il vecchio, pago io per lui… >>
By Enrico, at 13:12
“Mi dispiace Nano. Vorrei poterti dare un bel boccale della nostra ottima birra scura, ma purtroppo non mi è permesso” risponde Harlin da dietro il banco.
“Però che ne dite di un bello stufato e del sidro leggero?”
By LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE, at 14:50
Il nano sentendo le parole del giovane figlio dell’oste, batte un pugno sul bancone, infervorandosi << Giovanotto ! Cosa significa non ti è permesso ?!? Sidro leggero ! Piuff… roba da donnicciole. Voglio la birra e la voglio ora ! >> . Il nano riflette un attimo su quello che ha detto, poi osserva di sbieco la ragazza accanto a lui, lievemente imbarazzato.
By Enrico, at 15:25
l’energumeno al bancone osserva la scena ed accenna un sorriso… poi si dirige verso la sala cercando un tavolo libero. mentre lo cerca si avvicina al mendicante e gli butta nella ciotola una moneta d’argento dicendo: “tieni amico… so cosa vuol dire essere affamati…”
By RUD HIRA, at 15:36
L’oste si guarda intorno, quasi timoroso, poi si rivolge al nano in un sussurro:
“Mi spiace davvero, ma se non vogliamo entrambi andare incontro a dei problemi è meglio non insistere sulla birra”.
Torna ad asciugare una tazza ed aggiunge:
“Ci sono troppi occhi ed orecchi attenti attorno!”
By LA LOCANDA DEL VECCHIO SALICE, at 17:44
il suono del flauto inizia lento, caldo, una musica calma, forse un pò malinconica, ma rilassante avvolge l’ambiente. il lupo alza un attimo la testa, poi si avvolge su se stesso e si rimette a dormire. la ragazza, piuttosto giovane a guardarla meglio, continua a suonare, gli occhi persi nel vuoto di ricordi andati.
By Arya, at 00:25
Read the rest of this entry »
COMBATTIMENTO CONTRO IL BALROG A MORIA
Marzo 30, 2008
Il 2 aprile del 1992 la nostra compagnia di MERP ingaggió un terribile scontro con il Balrog di Moria, lo stesso che sembrava fosse stato sconfitto da Gandalf dopo la caduta. Fu cosí che liberammo Moria dall’oscuritá e Durin Datorf divenne re. Questo é in 6 parti il resoconto di quel travolgente combattimento; 15 round di fuoco, fendenti, frustate e arti tranciati!
I e II round. Clikka per ingrandire.
III, IV e V round. Clikka per ingrandire.
VI round. Clikka per ingrandire.
VII, VIII, XI e X round. Clikka per ingrandire.
XI e XII round. Clikka per ingrandire.
XIII, XIV e XV round. Clikka per ingrandire.
MEMORIE DI GIOCO
Marzo 25, 2008

Ho ritrovato queste tre pagine di memorie nel mezzo alla vecchia roba di gioco. Sono i ricordi delle mie prime esperienze ludiche. Il manoscritto era datato 1994. Buona lettura.
È difficile tornare indietro con la memoria. Scavalcare con abilità ogni desiderio che ti cresce dentro, quando sfiori col pensiero un bel ricordo che potrebbe incatenarti dentro una prigione di convenienza. La nostalgia…
Queste che sto scrivendo sono le memorie di un gruppo di giocatori, attraverso sei anni di storie e di avventure. I ricordi lentamente svaniscono, ma la testimonianza deve rimanere.
Perché mi sono dato questo compito?
Perché sono da sempre lo scrivano della compagnia, nonché sognatore e narraleggende. Ma forse non sono altro ciò che indica il mio nome; un salice. Un salice sognatore narraleggende.
Ho deciso di esiliarmi per qualche tempo per portare avanti alcuni progetti, come questo qui. Sono lontano da casa, ed è più facile scavare dentro il pozzo della memoria, recuperando i pezzettini di questa storia. Forse un giorno troverò l’occasione di narrarvela…
Il mio unico desiderio è quello di mantenere vivi i ricordi di quelle persone, che mi sono care più di ogni altra cosa. È a loro che dedico queste righe.
In sei anni ce ne sono di cose da raccontare…
Il ricordo più lontano è del maggio 1988, quando venni introdotto per la prima volta al gioco di ruolo, da parte di alcuni ragazzi fiorentini. Anche se il fenomeno si era si era sviluppato da tempo nella mia scuola, mi ci avvicinai solo in un secondo momento. Per tutto l’autunno e parte dell’inverno di quell’anno, esplorai assieme a questi ragazzi questo nuovo divertimento. Il nostro era un approccio parecchio acerbo, ma non per questo meno entusiasmante.
Chi conosce il gioco di ruolo sa bene che di solito sortisce due diversi effetti sulle persone. Alcuni lo prendono per un semplice gioco, e lo praticano fino a che li diverte, altri invece vengono totalmente coinvolti dal fenomeno, e la loro vita ne viene completamente sconvolta (come nel mio caso).
Continuai a giocare con questi ragazzi per diversi mesi, ma mentre in loro la voglia di giocare lentamente diminuiva, in me cresceva il desiderio di esplorare nuove possibilità, di provare nuovi giochi e interagire con altri giocatori.
Durante l’anno scolastico ’88-’89 ebbi finalmente modo di avvicinarmi al gruppo di gioco del mio liceo. Incominciò così un periodo molto intenso. La voglia di conoscere, d espandersi e di crescere si rifletteva sui miei personaggi, prima fra tutti il mio chierico Clarko.
All’inizio è sempre il potere quello che ti attrae, ed è un po’ come nella vita reale. Lasciai i miei primi compagni, che non avevano più di giocare, e incominciai a partecipare alle sedute di gioco di questo nuovo gruppo. Era un periodo d’espansione, di ricerca e di crescita. Il mio personaggio crebbe di svariati livelli in tempi molto brevi, e ripensandoci non nascondo un certo dispiacere. Avrei preferito fare un po’ più di gavetta.
Fu così che conobbi il Gibbo, uno dei primi ad introdurre il gioco di ruolo nel Liceo di Scandicci. Gunan era il suo leggendario guerriero, il suo gioiello, il suo alter ego. Gli altri membri del gruppo erano il Cionko, che giocava l’elfo Raoul, Daniele col suo leggendario mago Titanius ed infine il mitico Zisa col suo nano glabro che aveva per moglie un elfa (roba da pazzi!!!). Se non erro si chiamava Jack la Iena…
Ricordo che la prima partita che disputai insieme a questa nuova compagnia fu a casa di Daniele. Eravamo in diversi, e non conoscevo la maggior parte dei giocatori. Tra loro però c’era qualcuno che in futuro sarebbe diventata una figura molto importante della mia vita di giocatore (e non solo!). Era il vecchio Walter, che già all’epoca interpretava il misterioso chierico Adam.
Fa uno strano effetto ricordare quei ragazzini riuniti attorno al tavolo a tirare dadi. Emozionati dagli incontri che facevamo, impegnati ad appellarci alle regole dei manuali, assaporavamo l’idea della crescita di livello, che è rimasto per molto tempo il nostro obbiettivo principale. Ma nel frattempo la nostra fantasia cresceva, come se fosse un muscolo da allenare. Lo alimentavamo con il gioco, e noi lo utilizzavamo nella vita reale. Per questo alcuni di noi incominciarono a distaccarsi dai problemi e dai doveri quotidiani, prima fra tutti la scuola.
A quei tempi il gruppo di gioco non era ancora saldo. Ad ogni seduta gli elementi cambiavano. Gli appuntamenti erano prefissati, e chi non poteva venire a giocare rimaneva indietro con l’avventura, e nessuno si lamentava. Non esisteva ancora l’idea di appartenenza a una compagnia. Eravamo più impegnati a rincorrere i punti esperienza, a cercare nuovi oggetti magici e tutto quello che serviva a far crescere il proprio personaggio.
Ricordo di come di come proprio durante quella prima partita il mio personaggio (un guerriero di nome Gogol), passò di ben otto livelli grazie alla marea di PX assegnatemi da Master Zisa. Questo perché giocavo un personaggio del primo livello e il resto della compagnia era molto più esperto. Così il DM decise di farmi crescere velocemente in modo da inserirmi meglio nel gruppo.
Splendidi i tempi in cui marinavamo la scuola per andare a giocare, anche se adesso li ricordo con un leggero rimpianto. La scuola era diventata un problema per alcuni di noi, immersi così profondamente nel gioco da non riuscire più a rilegare il tempo necessario da dedicare agli studi. Solo Daniele riusciva a non farsi distrarre troppo dagli studi, ed infatti non continuò a giocare come noi. Alla fine degli novanta aveva già attaccato il sacchetto dei dadi al chiodo.
Nel febbraio ’89 incominciai ad appassionarmi di narrativa fantasy. Io che non avevo mai letto un libro di mia spontanea volontà, mi ritrovai a divorare letteralmente tutte le saghe più importanti del genere. Quello che non aveva saputo fare la scuola, lo aveva fatto il gioco di ruolo. Mi aveva avvicinato alla narrativa. La saga della Dragonlance, Terry Brooks ed ovviamente anche il mitico Signore degli Anelli. Letteratura di serie B? Può darsi, ma per me erano delle vere e proprie secchiate di emozioni.
Nell’89 il gruppo partecipò all’annuale torneo di D&D di Stratagemma, il negozio del gioco di ruolo per eccellenza in quegl’anni, ma non riuscì a passare il turno. Io non potetti prendervi parte a causa di un incidente.
Dopo l’estate tornammo a giocare. La voglia non mancava mai ed il tempo riuscivamo sempre a trovarlo. A volte potevano esserci dei problemi per trovare il posto, ed avevamo sempre come ultima alternativa i tavolini dei bar. Acquistavamo oppure fotocopiavamo nuovi manuali, arricchendo così le nostre conoscenze ludiche, e calandoci sempre più in profondità dentro quel mondo. E nel frattempo i nostri personaggi diventavano sempre più potenti e anche più ambiziosi. Si costruivano magioni, si armavano eserciti, si ingaggiavano battaglie.
Tra noi giocatori si sviluppò un certo affiatamento indipendente dal gioco. Incominciavamo a ritrovarci anche solo per stare insieme, parlare oppure uscire. Il gdr era stato il pretesto per conoscerci.
Ma il gioco era comunque sempre presente. Ricordo con un sorriso gli appassionati monologhi del Cionko sui draghi tenuti sugl’autobus, mentre la gente ci osservava stranita. Altri tempi…
L’anno scolastico ’89-’90 unificò un gruppo molto solido. Cionko, Walter, Daniele, Zisa ed io. Il Walterone già ci sbalordiva con i suoi disegni, ma non era solo quello il suo talento. Quando lo Zisa ci lasciò per dedicarsi totalmente al suo gruppo, Walter divenne il nostro nuovo DM.
Ricordo l’epica avventura ispirata da un vecchio disco degli Helloween, che s’intitolava “The Keeper of the Seven Keys”. Titanius, Raoul, Clarko, Adam, una sequela di eventi catastrofici, esplosioni, demoni e fuochi. Fu l’apice del power playing per alcuni di noi.
Spesso giocavamo alla Willowfarm, la cantinetta che avevo allestito per i nostri raduni. Un tavolino da picnic rosso e una manciata di dadi, mentre l’effetto del Neocid, l’ammazza-zanzare allucinogeno che spruzzavamo di continuo per uccidere gli insetti, aiutava a farci viaggiare con la fantasia. Erano davvero dei tempi balordi.
Alla fine dell’anno scolastico Daniele abbandonò definitivamente il GDR. Nel settembre 1990 nacque ufficialmente la nuova compagnia, il gruppo con cui ho condiviso per oltre un decennio il tavolo da gioco.
Erano loro, i soliti cospiratori.
Un giorno ve ne parlerò…
TESTIMONIANZE DEL GRANDE BOTTO (2000)
Marzo 19, 2008
UN FIUME CHE SCORRE VERSO IL MARE
I popoli nascono e muoiono, i tempi cambiano, le religioni si trasformano e i re vanno e vengono, ma la vita rimane sempre quella; un fiume che scorre verso il mare.
La mia vita è stata lunga, la mia esistenza ancor di più, ma l’enorme massa d’acqua che
“Io” come “Fiume” trasporto ora, che sono vicino al mare, non è né più né meno importante dei mio primo affluente, quel piccolo ruscello a monte.
Tutti i fiumi sono uguali e tutte le vite sono uguali; e il mare è uno solo.
Ricordo vagamente la mia giovinezza, tempi ormai andati di eroi senza meta, valorosi uomini timorati della vita ma non della morte. Noi tutti fuggivamo da qualcosa che non riuscivamo ad accettare, e fermarsi voleva dire rimanere a pensare all’inevitabile controllo che le forze superiori avevano su di noi.
Ma quando il gioco divenne divertente e scontato i miei occhi si aprirono, o almeno credetti, e grande fu la meraviglia nel vedere quanto poteva essere fatto perché le cose non andassero più così.
Divenni un uomo saggio, un essere illuminato, e mi sentivo come un mezzo attraverso il quale il mondo poteva vedere la verità. Era bello crederci, ed era certamente ciò che di più nobile ci si possa aspettare da qualcuno. L’ascensione a una difficile verità, che, proprio perché difficile, è anche più nobile.
Credetti di far parte di un importante progetto che avrebbe risolto i mali della terra, e convinsi i miei discepoli e me stesso che noi avevamo il compito di attuare sul mondo ciò che la Madre ci ha da sempre insegnato; lasciar morire e far rinascere.
Oggi ho capito che alla fine la bilancia pende a suo piacere, e il nostro voler ripristinare l’equilibrio non è altro che un placebo che ci convince della giustezza dei nostri buoni propositi. Non possiamo insegnare alla terra a nascere e morire, poiché queste sono le sue più grandi arti, le sue affermazioni di esistenza.
A noi uomini non ci resta che sedere da qualche parte ad ammirare questo spettacolo che è la vita, finché il mare non ci richiamerà.
Radiosità da una parte ed Entropia dall’altra, sopra i due piatti della bilancia. Modius, il Loto Nero nato dall’unione tra Entropia e Natura, viaggia verso l’Alfheim. Eserciti di uomini e creature convergono al centro di una terra sull’orlo del collasso. I Druidi sono in allarme e sentono il dovere di arbitrare questa nuova resa dei conti. Davanti a tutti questi eventi Clarko sente solo il bisogno di sedersi ed aspettare, perché è fermamente convinto che se muovesse anche solo un dito da una parte o dall’altra, chi muove le pedine dall’alto farebbe subito compensare la differenza. Per la prima volta avverte l’inutilita delle sue intenzioni…
…e ride!
Solo una cosa gli preme; il timore e la preoccupazione di tutti i suoi figli.
Ha solo pochi giorni per agire, ma la sua entità è grande e veloce.
Concentrandosi sugli animali e le piante, che nella loro inconsapevolezza subiscono questo grande movimento di energie sulla terra, trasmette loro sentimenti di calma e di pace, invitandoli ad affrontare in serenità l’ennesima conseguenza dell’ordine delle cose.
La vita scorre finché non giunge al mare.
DUE UOMINI PERPLESSI OSSERVANO IL MARE
Il momento è giunto e lui ha raccolto la chiamata. Harak sarebbe fiero del suo discepolo. Yamun non ha bisogno di muoversi come un eroe. Sa che il suo carretto non viaggia veloce e lo rende ben visibile, ma lui è abituato ad attraversare le sue terre con quel fedele mezzo, e non crede nei motivi per rinunciarvi. Egli è forse il più testardo degli Ethengariani, ma a lui non importa. La chiamata lo conduce a sud, attraverso un territorio in fermento, in un tempo carico di strani eventi, mentre i venti portano troppo frequentemente all’orecchio cattive notizie. Sulle strade dei mercanti di Darokin, che Yamun conosce meglio dei suoi pidocchi, lo shamano guarda ed ascolta, e ciò che carpisce gli fa storcere il naso. Nelle notti all’aperto egli osserva i volteggi che Masar, suo fedele falco, dedica alla luna, e accompagna la sua danza con il ritmo dei suoi tamburi rituali. A volte, sedendo da solo davanti al fuoco, i suoi occhi si rovesciano ed incomincia a salmodiare strane litanie che si si concludono con un risveglio improvviso. Poi riattizza il fuoco ed affronta gli incubi recati dalle tenebre.
Valica le montagne entrando in Karameìkos, e qui il richiamo si fa vicino. Nei suoi sogni di droghe shamaniche egli vede un giovane druido che lo chiama, ma nei suoi incubi notturni questo giovane dìventa un vecchio. Ormai avverte la vicinanza del mare, e sente che il suo viaggio sta per concludersi. In una locanda di un piccolo porto si abbandona alle arti ristoratrici del vino, e solo quando la sacra bevanda ha agito a dovere sulle sue ansie, Yamun individua, seduto vicino al fuoco, il vecchio dei suoi incubi; Angus il guerriero-druída.
Lo shamano si avvicina a quell’uomo curvo che sembra cercare il calore, in un fuoco stranamente freddo, e gli porge una coppa colma di rubini e profumo. I due incrociano gli sguardi, e prima di emettere un solo verso si sono già intesi. È così che le parole di Angus, in parte deliranti e in.parte terribilmente vere, iniziano a narrare al piccolo uomo dell’Ethengar i fatti e i misfatti di questa ultima storia del mondo. Prima il fuoco si spegne ma i due, aiutatí dal calore del vino, non se ne accorgono. Poi la locanda chiude, ma i due continuano a parlare e si trascinano fuori, nella notte ormai vecchia e silenziosa. Insieme raggiungono il mare e si siedono sugli scogli, e Angus continua a proferire verità e fandonie, deliri mistici e folli. Yamun Oktai annuisce affascinato. Intanto il cielo si rischiara e all’orizzonte, dove il mare si porde, la linea cho divide il cielo risalta netta, e il sole che nasce si specchia nell’azzurro di un oceano immobile.
Uno strano giorno è nato, e tutto sembra sul punto di crollare. Ma i due continuano a parlare, e Yamun tiene ancora in mano una fiasca mezza piena del liquido dei sogni. Il più è stato fatto, adesso bisogna solo aspettare!
LA RIPOSTA DEL MASTER
Mystara. 3 ore dopo l’alba del Iº giorno del grande botto; Clarko. La natura, questo ordine impazzito e bilanciato, sembra prepararsi ad un giomo di festa funebre. Oggi è il primo giorno della grande apocalisse magica, tutto quello che seguiva gli standard di creazione sembra congelato in una gelida stretta d’inverno. Tutto è fermo, stranamente inquieto, assurdamente paralizzato. Il vento è quasi assente, un orribile bonaccia calda ed appiccicosa ricopre Mystara come un velo trasparente zuccherino ed opaco; le foglie, le gemme, i piccoli rami di ogni albero, sembrano paralizzati da un male incurabile, da un immobilità straziante. I colori delle foglie si trasforinano presto in uno sbiadito grigio verde di una notte senza stagioni. La terra sembra così arida, priva di vita, è un campo arato per non ricevere semi o germogli; tutto è brullo, stranamente povero, la sabbia ricopre pesante ogni fessura senza che il vento la sposti e l’accarezzi. I fiori non sono sbocciati stamattina, chiusi come feti impauriti, attendono che il sole torni a splendere con il suo naturale calore, oggi sembra una lanterna tiepida, la luce d’eclisse, le ombre stranamente allungate e contorte. Il mare non respira stamane, le onde aspettano il ritorno del suo profondo movimento, le placide acque, come fango liquido, sfiorano timidamente le coste di Karameikos; leggere, lente, le coste rimangono orfane dell’odore del mare. La salsedine, che stagna senza il suo amico vento, forma specchi opachi di sale secco sulla roccia.
E Clarko ride… L’inutilità di tutto questo. L’estrema agonia di una bestia al collasso. “La vita scorre …. finchè non giunge al mare…”. É questo un pensiero, un eco senza vento ne suono che inebria Mystara come un colpo di frusta schioccato nel silenzio… Un piccolo ed impercettibile soffio di vento lo trasporta lontano, tra le piume ambrate di piccoli volatili rinchiusi in un tronco cavo, fra le forti corna di uno spento cerbiatto seduto, nelle orecchie di chi può ancora ascoltare il richiamo della natura. Un cane abbaia, inipaurito, legato ad un legaccio di corda bisunta.. Da lontano un altro risponde con un latrato tremante… Lentamente, fondendosi come le nuvole quando si scontrano, gli animali riacquistano fiducia, sentono come una scossa leggera e piacevole la vita, percepiscono la loro paura, la disegnano nei loro volti, ed apprendono che la paura non può far vivere, che la paura fa dimenticare. I latrati si trasformano lenti in canti di guerra, di cani fieri della loro natura di bestie, fieri di avere un linguaggio “primitivo” per i loro padroni, immersi nel loro corpo di animali fanno scorrere potente la loro fiducia. Un’invisibile ragnatela di canti ferini si alza espandendosi tra colline rocciose, solcando montagne ed attraversando pianuare, squarciando il silenzio di una Mystara stuprata dall’uomo, feroce, rabbioso, in pace e fierezza estrema. L’ululato del lupo si somma ai loro cugini, mentre la loro fiducia raggiunge ogni animale che possa udire il tuo canto e le tue carezze. Come un onda di un fiume in piena, un disco che si allarga esplodendo in silenzio senza luce ne bagliori, la tua voce senza vocali spezza la paura e la rabbia del mondo animale; un passero muove la testa tre volte guardandosi attorno, un gesto veloce, stende le ali in un vento assente, ma lui è il vento … … e si libra leggero in un Mondo di niente. Questo è un dono per le altre creature volanti; stormi di uccelli, di corvi, miliardi di piume si spiegano dritte in tutta Mystara, per sfidare la loro paura e vincerla, per vivere liberi in un mondo di prigionia. Lontano i cani ed i lupi uniscono la loro voce, un latrato profondo e senza fine raggiunge ogni angolo di Mystara, portato dal sangue e dalla carne dei loro compagni… Impercettibili zoccoli e piccole zampette ricomiciano a creare il respiro segreto dei boschi, la moltitudine della vita è di nuovo fiera e consapevole. Le piante, i fiori, gemme e boccioli, arbusti e fuscelli, sembrano annaffiati di fiducia e rispetto, di vita distillata dalla paura vinta e sconfitta. Lentamente uno strano fiore di montagna stende i suoi petali, quando il passero solca il cielo sopra di lui con le ali dritte e tese verso l’orizzonte. Ed ecco una femmina di cerbiatto partorire i suoi cuccioli mentre due mele mature cadono pesanti raggiungendo la terra. Il silenzio si sgretola in un esplosione di un universo tornato alla vita. “La vita scorre finche non giunge al mare…”
Clarko è in ognuno di loro, figlio e padre, amico e custode, in ogni animale che torna alla vita, in ogni petalo di sgargianti fiori tropicali, in ogni frutto di fertili piante. “Io sono con voi” Sembra dire ogni tuo figlio, ogni tuo amico, compagno. “Io sono vivo”.
La grande guerra è appena iniziata.
Per quanto riguarda Yamun ed Angus, seduti e sorgeggiando vino sulle scogliere delle coste di Karameikos, ancora non posso risponderti, dato che tutto quello che vedranno, che percepiranno o sentiranno, deve ancora essere giocato nell’unica seduta del “Grande Botto”. Probabilmente saranno così vicini da vedere ed udire l’enorme scontro di poteri e volontà, ma abbatsanza lontani da non subire conseguenze dall’esito dello scontro, sempre che non finisca con Entropia vincente… A quel punto quasi tutto il continente del nord, Il Granducato di Karameikos, Darokin, i principati di Glantri, sarebbero invase distrutte dalla forza disgregante del principio nero…
State con noi … ne vedrete delle belle!
LETTERA DI GIOCO TOMMY-WILLO DEL 2000
Marzo 14, 2008
Willo: Eccomi qua ad adoperarmi per il raggiungimento di un fine tanto atteso quanto desiderato, ovvero dare una svolta al mio significato di giocatore di ruolo, pedina di Master(s) malati quali Walter e te.
Tommy: Speriamo di essere all’altezza delle tue più profonde aspirazioni. Io dal canto mio ce la metterò tutta. La poesia è molto più bella della prosa, e la tua storia deve essere la voce delle foglie e il profumo della linfa, non un ruzzolio di dadi. Vedremo…
Willo: Mi accingerò così ad esporti le mie conoscenze, i miei dubbi, le mie considerazioni ed infine i miei obbiettivi riguardo a tre personaggi che mi hanno accompagnato attraverso oltre dieci anni di GdR, in tre relative fasi del mio gioco…
Tommy: Nessun gioco finisce mai. Neanche il gico di un bambino ha mai termine. Non usare il passato. “Tre personaggi che mi accompagnano da dieci anni” è meglio, non credi?
Willo: …Il Druido Clarko, con il quale scoprii, conobbi, esplorai fino ai limiti ed infine rinnegai il gioco di ruolo…
Tommy: Antica leggenda di tempi perduti e ritrovati…
Willo: …lo shamano Yamun Oktai, che mi permise di esaltare al massimo il mio talento…
Tommy: Che è tanto, davvero…
Willo: …ed infine Angus, che mi ha fatto rinascere in un periodo in cui credevo il GdR ormai morto e sepolto.
Tommy: Con questa frase mi dai una gioia immensa. È come se ti avessi riportato bambino, almeno per un attimo. È quello che cerco nel GdR in questo mondo di tristi adulti. Grazie!
Willo: Tre personaggi, un solo intento: tenere in costante equilibrio le forze del male e quelle del bene, a qualsiasi costo. Ma se ciò non fosse possibile, solo una nuova Blackmore potrà riportare l’ago della bilancia al suo posto!!
Tommy: Giusto!
Willo: Angus è dentro il Loto. Ne frena la catastrofica crescita al prezzo della sua esistenza e questo è il suo scopo, ma forse non la sua fine! È per questo che chiede aiuto, e solo la più alta entità umana legata alla natura potrà forse svelare i misteri del Loto Nero e indicare la giusta strada al Guerriero Druido.
Tommy: Approvo.
Willo: Clarko, alla fine delle sue avventure quale Druido delle Terre Conosciute, divenne tale entità, una forza mistica manifesta in ogni animale e pianta. Egli, quando già fu vicinissimo ad affidare il mondo ad un nuovo cataclisma, capì che forse ancora non era ancora giunto il momento, e nell’attesa cadde nel sonno druidico (il suo corpo giace dentro una grande quercia nel Regno Silvano a nord) e la sua essenza prese a viaggiare attraverso le manifestazioni più genuine della natura. Che sia forse giunta l’ora del risveglio?
Tommy: Potrebbe essere proprio Angus a risvegliarlo… magari insieme a Yamun. Accortosi della presenza del Loto, potrebbe risvegliare il “respiro della Natura”.
Willo: Della misteriosa avventura lasciata a metà da Walter non posso dirti molto…
Tommy: Prova lo stesso…
Willo: …ciò che conosco è misero e vago. So che dovevo introdurre l’avvento della nuova Blackmore a discapito delle enormi forze negative (Raoul e Adam su tutte!) che stavano affermando il proprio potere sulla terra. Attraverso ricerche ed avventure, che mi portarono nel lontano nord, all’interno del regno degli elfi ed al cospetto dello stesso Albero della Vita, seppi che io avevo la chiave che avrebbe aperto la porta al mondo verso la quarta distruzione (che, dopo la pioggia di fuoco, la glaciazione e l’alluvione, si sarebbe verificata con un grande terremoto. Fuoco, aria, acqua ed infine terra!!!).
Tommy: In cosa consisteva la tua chiave? Una particolare nascita? Un segno? Un destino prescelto? Il tuo sangue? I tuoi antenati?
Willo: …Chi è che aveva un importante ruolo in tutto ciò? Adam e il suo malefico libro Metic-Lee, che si serviva del chierico per i suoi abominevoli scopi. Raoul, Signore dei Draghi Rossi e cospiratore insieme a Glantri…
Tommy: Adam non lo posso-voglio giocare come PNG, ma con Raoul il Cionko ha già pianto rigiocandolo. Dovevi vedere che occhi lucidi aveva e come gli tremava la voce…
Willo: …Il Pelosino, una creatura tanto distorta quanto misteriosa, la trasformazione più infima di un elfo, una sorta di Gollum di questa storia. E quante volte il Druido lo ha avuto tra le mani e, pur riconoscendo l’importanza del fuggente essere, ha lasciato che egli andasse per la sua strada!
Tommy: Puoi dirmi qualcosa di più su di lui? Era a conoscenza di qualcosa? Era lui stesso la chiave del puzzle?
Willo: …Il Grande Uccello, annunciatore del disastro, un poderoso Roc che con la sua presenza introduce l’inizio del non ritorno.
Tommy: Da dove veniva? Era di carne, oppure era un simbolo per renderlo apprendibile alla mente umana?
Willo: …Ambra, moglie di Adam, fuggita al folle chierico schiavo del Metic Lee, forse essenza stessa del grande Roc.
Tommy: Ambra era incinta? Aveva dei figli?
Willo: Occhi di Sabbia, un saggio senza nome, conoscitore di ogni mistero (forse perché cieco).
Tommy: Sei sicuro che fosse un uomo?
Willo: Non so altro di tutto ciò. Spetta a te mettere, insieme i pezzi, se vuoi. Sappi solo che, come mi rivelò Walter, il Metic Lee contiene una magia di gran lunga superiore a quella druidica e forse anche ad ogni altra! Ed era quel libro che muoveva le pedine di quel gioco!
Tommy: Eh, giá…
Willo: Yamun Oktai fu compagno dell’oscuro Aramis durante le avventure nella città di Flora, ed insieme a lui si schierò contro i malefici Alis Aurus e Lord Essad Moorcraft. In quell’occasione nacque tra i due una strana amicizia, un’intesa che continuò ad unirli anche quando il vendicatore prese la tenebrosa strada marchiata da Atreia e lo shamano se ne tornò tra la sua gente ad imparare i segreti degli spiriti. E fu proprio quando ritornò nell’Ethengar che Yamun soprì che l’aver girato il mondo per anni rinnegando il suo clan, lo aveva temprato a dovere per prendersi infine tutte le responsabilità lasciategli dal grande Harak, capo dei Taijits. Insieme a queste, il grande saggio dello spirito del lupo donò a Yamun una tavoletta contenente un grande potere…
Tommy: Dovrebbe trattarsi della “Tavoletta degli Spiriti”, giusto?
Willo: …Adesso Yamun Oktai, insieme al suo fedele falco Masar, è pronto a conoscere il resto della sua storia.
Tommy: Ed intraprendere il cammino verso il Loto Nero ed Angus, giusto?
Willo: Che dire poi di Nois, il mago conoscitore dei segreti del silenzio. Adesso Jaime non è qui con me, ma da suo ex-Master posso rivelarti alcune cose.
Tommy: Chissà se il Jaimello possa tornare a giocare davvero!
Willo: Egli è al servizio dell’immenso potere del Silenzio, ed ha come primario intento quello di far prevalere il perfetto equilibrio ispiratogli dalla Bilancia Cosmica, questa utopica entità sulla quale molti saggi ipotizzano e ragionano. Nois è anche amico di Yamun. Gli salvò la vita, ed insieme sconfissero un pericoloso essere delle tenebre.
Tommy: Chi era questa entità? Dove avvenne questo fatto e in che rapporti erano i due? Quanto tempo fa successe?
Willo: Se è giunto il momento che i due s’incontrino di nuovo, non devi altro che prendere ì dadi e chiamarci!
Tommy: Venerdì!
Willo: Spero che queste mie righe ti abbiano aperto nuove strade per comporre le tue future avventure, e che non ti abbiano reso più complessi i tuoi compiti di Master.
Tommy: Come fosse semplice! Per rinfrescarti le idee, ecco la lista dei PG e dei PNG nella campagna (sarà un bel lavoro, ma ci provo!). Spero che ti siano utili nel ricordare quello che ti sei scordato e a indagare su cosa non hai mai potuto sapere. Credo che tu sappia cosa significa “Alleanza vs Entropia”. Se ti è oscuro, te lo farò sapere in gioco, venerdì.
LEGENDA: + = PG/PNG morto, @ = Alleanza, Ұ = Entropia
DONATELLO: Gregerg (@) il Cronomante, l’adepto di Rad, Barone di Glantri. - Tuor (@), elementalista della “Frost Mage”,elfo grigio dal sangue nobile. – Aramis, Vendicatore dì Atreia Namphìr.
VALENTINA: Arok (@), Veterano del Northern Reach, mago selvaggio.
CIONKO - Raoul, Dracologo del quinto circolo, Signore dei draghi rossi. - Vynia (@), la paladina della luna, la protetta del re KeIdar di Dakesh. - Ithilien (@), la multicolore, adepta di Tiamat, signore dei draghi cromatici. - Shelingar, lo shadow elf, custode del libro di Sherima.
MICHELE - Ryek (@), il figlio dei venti, elfo elementalista del vento. - Sypher, mago ombra, il portatore della gemma nera di Kretia.
VALENTINO - Karacos, il folle, l’adepto della grande madre, colui che tutto vede.
SIMONE - Ragor (@), ladro della gilda dei sette segreti.
PANDA - Venom (Ұ) (+),il signore dei Veleni.
PUCCI – Shiin Dracon, (Ұ) il demone di Atreia.
MATTEO - Nekrad (Ұ) (+), l’adepto di Shelobia, il Necromante pazzo.
ENRICO – Sauloth, il defunto Loom, Vampiro reale della famiglia dei Namphir.
WILLO - Angus, il druido dell’alce, custode del Loto Nero. - Yamun Oktai, custode della bilancia cosmica, figlio del lupo. - Clarko, il Respiro della Natura.
MIRKO - Iroqui, lo shamano del corvo dalle ali di notte, “vecchio gufo danzante”
JAIME - Nois, il Silente.
PNG - Etienne d’Amberville (@) - Rad, l’Empireo dell’Energia (+) 1/7 forme - Entropia (Ұ), il caos indiviso, la morte senza ritorno, il disordine. – Tiamat (@), il multicolore, il signore dei Draghi Cromatici. - Colmegh(@), il drago di cristallo. - Flamegoth (@), il reggente dei draghi rossi. - Esdemon (Ұ)(+), Slatin dì Blackmoore sacerdote della morte. - Amos (@)(+), Slann di
Blackmoore sacerdote della vita. - Visifil Radan’faery, l’uomo cane, il mago selvaggio, (è un coboldo) – Shelobia (@)(Ұ), la dama nera, la custode del Metal Ine, l’oscura signora. - Modius Il Loto Nero (Ұ), il seme di Entropia. - Taeylis (Ұ) , la custode del nero portale di Entropia. - Sephiroth (Ұ)(+), L’Antico Velenoso, Padre dei Draghi Verdi - Kuma (Ұ) il drago non morto, il drago d’ombra. - Rock (+), il maglio del nord. - Sherima (+), Drow, la custode dei
segreti, sacerdotessa di Lolth. - Omar (+) [Guldor Krenaste], Drow, ìI chierico di Lolth. - Nedylen Shintalara. La Regina dei Drow della città di “Ched Nazar” - Antegoth (Ұ) (+ per 1d100 di anni) , il demone supremo dei sigilli necromantici. - Seelcroom (Ұ)(+), il Necromante, il guardiano dei tre sigilli. – Giade, la Demonessa del piacere, seconda guardiana dei tre sigilli - BO, L’Imp della fiamma nera, famiglio di Giade. - Bloodstorm, il Mezzodrago, terzo guardiano dei tre sigilli. - Lord Astril (@) (+), il Cavaliere Purpureo.
Willo: Una cosa credo che sia chiara, altrimenti non avrei perduto tutto questo tempo: IO VOGLIO GIOCARE!
Tommy: ANCHE IO!
Willo: A presto.
Tommy: A venerdì!
UN PODIO DI 15 ANNI FA
Marzo 11, 2008
La prova inconfutabile di un bellissimo terzo posto alla prima edizione del Torneo di Dungeons & Dragons dell’associazione DFC (Death Flying Children).
Il gruppo dei “Portatori di Handicap”, dopo aver eliminato nelle semifinali i cugini della “Gae Bulga”, riuscirono a salire sul podio dopo una meravigliosa partita all’ultimo tiro di dado.
Pochissimi i punti che ci dividevano dal gruppo che conquistò il secondo posto. La vittoria andò agli “Adoratori del Mago Gargiulo”, dopo aver portato a termine un’avventura impeccabile.
Quest’anno si festeggiano i quindici anni da quell’evento!
BATTLETECH NOVEMBRE 1993
Febbraio 4, 2008

Torniamo sul tavolo di gioco a esagoni del grande Battletech. Una serie di colpi da novanta, durante un’umida serata autunnale riscaldata dal vecchio rosso del contadino. Uno sciacquabudella che non vi raccomando per nulla, almeno che non sia il Dona ad offrirvelo!
Cantina del Dona (fiasco libero!)
3 Novembre 1993 inizio ore 23:18
WILLY Keith Lawrence(KL) Griffin
LUKE T.J.Joa (TJJ) Battlemaster
contro
WOLLY S.B.Hamsmith (SBH) Warhammer
DONA Sammy Reel (SR) Archer
ORE 23:27 SBH Cade in acqua!!
ORE 23:38 SR Colpisce TJJ. 15 hit al braccio sx.
ORE 23:40 TJJ Colpisce SR. 3 hit al torace.
ORE 23:44 SBH Primo colpo di PPC. 1+1, gli occhi della scimmia!!
ORE 23:46 SBH Terzo colpo di Hamsmith. 1+2, gli occhi del cervo storpio!!
ORE 23:52 TJJ Colpisce SBH. 2 hit al braccio sx, 10 hit al torace!
ORE 23:54 SR Colpisce TJJ. 12 hit al braccio dx.
ORE 23:57 SBH Colpisce TJJ. 10 hit emitorace sx.
ORE 00:37 SR Colpisce TJJ. 8 hit gamba sx, 8 hit emitorace dx, 9 hit braccio sx!
ORE 00:42 TJJ Colpisce SBH. 5 hit braccio sx, 5 hit al torace, 5 hit ancora al torace e 9 hit emitorace dx.
ORE 00:44 SBH Colpisce TJJ. 5 hit braccio dx, 5 hit braccio sx, 10 hit ancora braccio sx. Rotto il braccino!!
ORE 00:54 TJJ Colpisce SBH. 5 hit emitorace dx, 5 hit braccio sx, 9 hit alla testa!!
ORE 00:59 SBH Colpisce TJJ. 5 hit braccio dx, 8 hit al torace.
ORE 1:01 KL Colpisce SR. 10 hit al torace da dietro! Dentro! Giroscopio fritto!
ORE 1:17 TJJ Carica su SR. 43 hit! (21 al braccio dx, 5 gamba dx, 6 emitorace dx, 5 braccio dx, 6 gamba sx)
ORE 1:30 TJJ Colpisce SR. 5 hit gamba sx, 5 hit emitorace sx, 4 hit braccio sx, 9 hit braccio sx.
ORE 1:33 SR Colpisce TJJ. 8 hit al torace + crtitical. Non entra!!
ORE 1:35 KL Colpisce SR. 10 hit alla gamba dx.
ORE 1:36 SBH Colpisce TJJ 8 hit emitorace dx, 10 hit al torace, 10 hit braccio dx. Rotto altro braccino!
ORE 1:46 TJJ Colpisce SR 5+8 hit gamba sx.
ORE 2:11 SBH Colpisce TJJ 8+9 hit emitorace dx, 9 hit emitorace sx.
ORE 2:19 KL Colpisce SR. 6 hit gamba dx, 10 hit braccio sx.
ORE 2:36 TJJ Colpisce SR 5+10 hit al torace, 5 hit emitorace sx, 5 hit braccio dx.
ORE 2:39 SR Colpisce TJJ. 8 hit alla testa!
ORE 2:47 SR Colpisce TJJ. 8 hit al torace, 8 hit emitorace dx, 9 hit ancora al torace (2 critical) Colpito Motore 2.
ORE 3:33 SBH Colpisce TJJ. 8 hit emitorace dx.
ORE 3:43 SBH Colpisce TJJ. 8 hit emitorace sx, 8 hit alla testa. MORTO!!!
ORE 3:47 SR Colpisce KL. 8 hit al torace.
ORE 3:59 KL Colpisce SBH. 10 hit gamba sx.
ORE 4:00 del 4 novembre 1993: FINE SESSIONE DI GIOCO
PER LA SERIE: NON RIPOSANO IN PACE
Gennaio 29, 2008
Una dell morti piu’ stupide del Richiamo di Cthulhu.
Anno intorno al 95 credo; giocatori Giulio Di Chiara, Grazzini Jury, Panda, Tommy Guzzo.
Avventura; Il Serpente e l’ Arcobaleno!!!!
Giocando a Chtulhu una delle cose piu’ divertenti che si impara e’ che i nostri personaggi non sono degli dei, con tutta probabilita’ o moriremo o diventeremo pazzi, e sebbene un fucile a canne mozze all’ inizio ci faccia sentire piu’ sicuri, ben presto si impara che a poco servira’ in futuro. Una cosa e’ certa, le situazioni che si riescono a creare nel richiamo di Chtulhu difficilmente vengono equiparate da altri GDR.
Avevamo fatto una avventura molto bella “l’ urlo della cattedrale”, i nostri personaggi erano un gruppo abbastanza affiatato e avevamo deciso di abbinare a ognuno dei nostri pg un attore famoso in modo da rendere piu’ tangibile l’ idea e avere come l’ impressione di girare un Film.
Nella suddetta avventura il dottore del Panda, raffigurante Kevin Costner, era deceduto contro un Ghast mentre la cattedrale prendeva fuoco (probabilmente l’ urlo della cattedrale non era altro che l’ urlo del Pg del Panda mentre veniva artigliato dal Ghast).
In seguito il corpo del personaggio del Panda era stato tratto eroicamente in salvo dal prode dott Ford, archeologo di azione utilizzato da Tommy Guzzo, raffigurato nel personaggio di Indiana Jones.
Il Dott Ford riusci’ a scendere agilmente da un traliccio mentre tutt’ intorno era in fiamme per caricarsi in spalla il corpo morto di Kevin Kostner, noi tutti abbiamo pensato che animo nobile avesse, solo dopo ci siamo accorti che l’ intenzione era di usarlo come Ariete per sfondare la porta della cattedrale Bloccata…… tra l’ altro azione di dubbia efficacia e di esito incerto!!!! (e qui nasce il dubbio che l’ Urlo nella cattedrale sia quello innalzato dal Dott Ford mentre si lanciava lla carica contro la porta insieme al mio Pg, tentando di sfondarla appunto con il povero Kevin Panda Kostner).
Il mio Personaggio dott Jackob Herbertstain (Jack Nicholson) riporto’ qualche ustione ma ormai era la sua sanita’ mentale ad essere compromessa e bisognosa di qualche cura, percio’ sebbene all fine ci salvammo nell’ avventura che segue, solo il dott Ford di Tommy Guzzo era un membro del vecchio gruppo.
Il Panda entro’ non ricordo con quale personaggio ma mi sembra fosse un tizio alla Rambo o giu’ di lí…. io, decisi di fare un investigatore privato inspirato a Dylan Dog; tra l’ altro si chiamava proprio cosi’.
Giungemmo in un Isola Haitii dove sembra vi fossero stati casi di avvistamento di Zombi; ovviamente la cosa non era possibile, ma tutti giuravano di avere visto persone morte e seppellite girare nuovamente per la terra…..
Appena arrivati conoscemmo una dottoressa molto bella incaricata di guidarci e aiutarci sull’ isola; la stessa aveva emesso il referto di morte a un paziente e ritrovato lo stesso 3 giorni dopo a vagare per il cimitero, e una persona molto importante, una specie di Sindaco dell’ Isola, persona influente ma simpatica e alla mano. Inoltre ci Illumino’ sulle leggende della magia Voodo’ affermando scherzosamente che lui stesso era capace di praticarla.
Venne cosi’ la sera e tutti davanti a un tavolino in piazza stavamo chiacchierando appunto dell’ isola e aspettando lo spettacolo dei danzatori di coltelli!!!! 6 uomini vestiti, per modo di dire, con il costume locale, danzavano Intorno a un pozzo agitando coltelli in splendide pirolette e movenze. Il Sindaco spiego’ il significato della danza e chiese alla dottoressa di ballare, dato che era molto brava. Quest’ ultima, sebbene un po’ timidamente, accetto’ e comincio’ a volteggiare in mezzo agli uomini cadendo come in uno stato di trance.
Il Sindaco spiego’ cosa stesse accadendo, il significato di quel ballo mistico e il perche’ lei fosse in quello stato, ma la sua spiegazione si interruppe quando noto’ poco lontano seduto un uomo di colore con la barba e dagli occhi agghiaccianti.
Tutti Noi lo notammo e il Sindaco ci spiego’ che quella persona oltre ad essere molto influente nell’ isola per i suoi traffici illetici, era anche un potente BOKOR, un mago di magia nera.
Ovviamente come da copione ognuno di noi prende la storia come una favola ma io inizio a tenerlo d’ occhio, fino a che lui non si accorge che lo sto osservando e mi Gela con lo sguardo………………… dopo di che sorride e incomincia a battere il cucchiaino suil bicchiere completamente fuori tempo rispetto al battito dei tamburi della danza, e mi accorgo che nello stesso momento sembra borbottare di continuo qualcosa!!!!
Sono l’ unico ad accorgermi di questo, e cadendomi l’ occhio sui ballerini noto che a turno si mettono le mani alla testa e i loro occhi divengono assenti, la dottoressa invece continua a ballare nel suo trance…………….. la danza dei ballerini e’ diversa adesso, sebbene continuino a danzare palesemente si stanno avvicinando alla dottoressa facendo volteggiare pericolosamente i coltelli, una prima sferzata la manca una seconda le taglia una parte della camicia scoprendole un seno!!!
Tutti lí presi come imbecilli (la sfortuna dei dadi nessuno riesce ad accorgersi di niente) mi vedo l’ unico a entrare in azione buttandomi nel mezzo per cercare di salvare la dottoressa da quella situazione!!
e qui inizia il bello………………..
Il mio personaggio aveva alzato la percentuale di calcio dato che di bkg avevo intenzione di fargli conoscere un po’ di Karate (83%), percio’ con sicurezza parto con un bel calcio laterale al mento su uno dei ballerini. TIRO 97, manco clamorosamente il bersaglio ANDANDO BEN SOPRA LA SUA TESTA e mi ritrovo a tirare su la gamba tipo Heather Parisi; la gente ovviamente capisce che sto combattendo……………………… NOOOO! …..(arimaledetti dadi)…….. e’ convinta che io sia entrato nel mezzo a ballare spinto da non si sa bene quale spirito di emulazione, percio’ mi incoraggia applaudendo e inneggiando.
Schivo per fortuna una coltellata e cerco di colpire un’ altro ballerino con un altro calcio Laterale al mento, per evitare che colpisca la dottoressa danzante…………….. TIRO 94…….. RITONGA FANGAWAA di nuovo Heather Parisi e di nuovo il pubblico che non si accorge di niente , come i miei compagni del resto, questa volta mi becco una coltellata alla schiena per fortuna di striscio!!!!!!!!!!……………………………….. ALLORCHE’ FORSE QUALCOSA SI MUOVE!!!!!
Il Dott Ford, alias Indiana Jones, alias Tommy, finalmente ha finito di fare Fumble sui tiri di intelligenza, si accorge che: non sto ballando, che i ballerini sono in trance, che io sto combattendo, e che anche mi hanno ferito. Cavolo quante cose tutte insieme, lasciamo perdere….
ENTRA IN AZINONE il Dott FORD!!! Colpito da Sindrome di EMULAZIONE, vedendo Dylan Dog propinare calci laterali come uno Pseudo Chuck Norris ma senza ottenere buoni risultati, si lancia di corsa con un Potente Urlo!!!!! e Come la scena finale di Bruce Lee nel Furore della Cina Spicca un Calcio Volante!!!!!!!!………………………
……………………………………………………………….
Punteggio di calcio Volante del dott Ford 25%…..(cioe’ con 25% come cazzo ti viene in mente di fare un calcio volante)……………………………. Tiro di dado del dott FORD 100……..(e qui mo so cazzi!)………………
Esecuzione della scena!!!!
Il dott Ford parte di corsa, si libbra nell’ aria coordinandosi per un calcio volante ai danni di un ballerino, urlando come nei migliori film di Bruce Lee YATOOOOOOOOOOHHHHH:::::AAAHHHHHHHAHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!! l’ ultima parte e’ invece un urlo di terrore DATO CHE MANCA clamorosamente il bersaglio e si INFILA DIRETTO DENTRO IL POZZO intorno cui, ricordo, i Ballerini stavano danzando. La caduta e’ rovinosa, il Pozzo fondo, Il dott Ford Morto!!!!!!
A quel punto ironia della storia, tutti si alzano e corrono compreso RAMBO, l’ altro mio compagno, non per fermare i ballerini ovvio, ma per vedere cosa fosse successo al dott Ford e tentare di soccorrerlo. Fortunatamente nella confusione il Bokor spintonato non riesce a continuare il tintinnio del suo bicchiere, levando dalla sua possessione i Ballerini.
In un modo o nell’ altro, anche se a costo della Vita, anche se in modo un po’ Fantozziano, il dott Ford e’ riuscito a salvare la Dottoressa.
Dott Indiana Ford
Non Riposa in Pace!!
PS. sempra che il personaggio del Panda inspiegabilmente volesse portarsi dietro il corpo morto del dott Ford per utilizzarlo come Ariete e sfondare la porta di casa sua che inspiegabilmente a suo dire ……………………… sembra ……………………. Pare ……………. Si Mormora …………fosse sbarrata addirittura dall’ interno.
Verita’……….. O semplice Vendetta!!!!!
by Cainos
L’EPOPEA DEL DRUIDO CLARKO
Gennaio 21, 2008

PERSONAGGI
FEALIADIS: Primo Ministro del Regno Silvano
MEALIADIS: Amico Elfo
FEALIDOR: Re Silvano
KIRKALAD: Un Mercante
OCCHI DI SABBIA: Un Saggio
ODERIK: Un saggio dei Nani
REDNIS: Amico dei Nani
KEVIN DORNERYLL: Erendil, Salvatore dell’Albero
HEYERDALL DORNERYLL: Red Arrow, fratello di Kevin, Salvatore dell’Albero
ALF: Feadil, Salvatore dell’Albero (Treekeeper)
ERISTELLE DORNERYLL: Granalf, Salvatore dell’Albero
EMERALD: Long Runner
PELOSINO: Elfo corrotto e deforme.
IL DISCORSO INSIEME ALL’ALBERO DELLA VITA NEL REGNO SILVANO
Incomincia la sua narrazione parlando di “Ilsundal”, suo creatore, che aveva guidato gli elfi in Evergreen. Racconta una breve storia del popolo elfico fino ad arrivare alle “Distruzioni”.
La prima Distruzione si consumò perché gli Elfi intrapresero la via del male. Gli dei così punirono gli elfi insieme ai loro alleati con la “Pioggia del Fuoco”, fatto che risale a 4000 anni prima.
Fu sempre a causa degli elfi che si consumò, pochi anni più tardi, la seconda Distruzione. Questa volta fu per mano del “Gelo”.
Passarono i secoli ed il male tornò, carpendo il segreto del “Tempo”. Gli dei salvarono di nuovo il mondo dal dominio del male per mezzo della terza Distruzione, che si verificò attraverso la potenza dell’acqua.
Per richiamare la quarta Distruzione, e sconfiggere così nuovamente il male, dovranno essere aperte molte porte. Una di queste porte è il druido Clarko, che solo con l’aiuto delle persone a lui vicine, riuscirà a spalancare la porta che è in lui.
Il male sa che esiste la possibilità di un nuovo cataclisma, e vuole ovviamente evitarlo.
Il druido Clarko dovrà portare a termine il suo compito per far si che la distruzione avvenga, e questo è fondamentale. Il male non è mai riuscito in precedenza ad evitare queste Distruzioni, ma se ciò dovesse accadere adesso, tutto sarebbe perduto.
La Salvezza viene da un punto non ben definito del cielo ed arriva volando.
La salvezza del Druido è la salvezza di tutto.
Gli altri Druidi già sanno. Essi sono i Preservatori dei Sigilli che gli dei hanno donato ai semi-umani.
Il druido Clarko è il Preservatore del Sigillo Elfico.
I Preservatori sono coloro che dovranno far rispettare il corso del destino.
Altre persone delucideranno la mente del Druido sui futuri movimenti.]
IL DISCORSO CON IL SAGGIO (OCCHI DI SABBIA) NEL REGNO SILVANO
Inizia narrando la missione dei Preservatori dei Sigilli e mostrando i loro volti. Non rivela la sua identità, ma i tratti del suo volto e la sua aurea lo dipingono come un entità di grande cultura. Sembra conoscere qualsiasi dettaglio sugli eventi accaduti al Druido e ogni singola parola del discorso con l’Albero della Vita.
Accenna così all’entità malvagia da combattere.
Ciò che ha contribuito allo sviluppo del male è un libro: il Metic-Lee. Esiste da più di 5000 anni.
Il libro si serve ogni volta di una persona per raggiungere il suo scopo. Fu fondamentale anche nelle altre distruzioni, ma il ciclo attorno a tale oggetto, che poteva portare all’annientamento del bene, non fu mai ultimato.
Nella quarta Distruzione Adam, custode del Metic-Lee, è riuscito in parte a percorrere questo ciclo. La magia contenuta nel libro è di gran lunga superiore a quella druidica (spiega questo facendo il seguente paragone: “una mosca sulla schiena di un gigante”).
Poi Occhi di Sabbia si prende la responsabilità di parte dell’accaduto. Se Adam è riuscito ad arrivare dove è, non è colpa del druido ma in parte sua, e adesso è troppo tardi per rimediare (anche se le sue risorse sembrano illimitate).
Alle domande del Druido sui punti più oscuri del discorso con l’Albero della Vita, il saggio risponde:
“Quello che tu non sai è come una porta chiusa”.
“Il tuo futuro prossimo si consumerà con il trascorrere delle ore”.
“La tua mente e i tuoi pensieri sono più precari di quelli di altre persone. Il sapere ti raggiungerà con il dovuto riguardo”. (Riferendosi ad Ambra ed il mistero dell’uccello).
“Sono diverse le persone che hanno il potere di mostrarti il futuro che ti attende. Una di queste sono io, l’altra potrebbe anche essere lo stesso Pelosino”.
“La tua porta può essere aperta con l’aiuto di altre persone. Queste potrebbero essere anche Kirkalad e Mealiadis”.
ALTRE NOTE
Gli Elfi Scuri sono i servitori di Rafiel e cercono di invadere Canolbarth.
L’Uccello legato ad Adam ha un apertura alare di circa 30 metri, occhi vitrei, colore scuro, becco molto lungo e manto poco piumato.
Il primo albero della vita fu quello del Regno Silvano. Fu creato per celebrare la cerimonia del “Cambiamento del Tempo”. Era il 1800 AI.














