
“The alignment issue” é stata una delle discussioni che hanno tenuto banco ieri alla tavola rotonda del Meetup “La Gilda di Amsterdam”, una manciata di giocatori di ruolo navigati provenienti da tutto il mondo che discorrono piacevolmente davanti ad una schiumante birra belga. Ne sono sorte alcune interessantissime considerazioni che mi preme riportare in questo personale diario.
La discussione è nata da un episodio inerente all’avventura da me giocata, una “one-shot” di Dungeons & Dragons seconda edizione arbitrata da un bravissimo GM americano (alta scuola) ed intrapresa insieme a due giocatrici anch’esse americane (era la prima volta che mi ritrovavo ad essere l’unico giocatore maschio in compagnia). La session è stata molto divertente e il mio piccolo halfling ladro di nome Chor si è tolto delle belle soddisfazioni.
Nella fase finale dell’avventura il gruppo ha ingaggiato un combattimento contro alcuni furiosi uomini di un villaggio, che erano sotto l’incantesimo charme di un demone. La chierica che combatteva al mio fianco (lawful-good) ha più volte esitato a mettere le mani alle armi per paura che quel gesto potesse essere non consono al suo allineamento. In effetti quegli uomini erano le vittime di un incantesimo di un demone e non propriamente malvagi. D’altra parte, evitando lo scontro, la chierica metteva in pericolo le vite degli altri membri del gruppo, azione che poteva essere considerata non proprio corretta. Da questo ragionamento è sorto poi il discorso sulla questione dell’allineamento; serve o non serve?
Nel contesto fantasy parlare di Bene e Male è più che lecito, a differenza della realtà o di altre circostanze fantastiche. Eppure anche nel mondo dei draghi, degli elfi e dei non-morti la linea che separa il bene dal male non è così ben definita come si può pensare. Esistono moltissime sfumature ed è per questo che legare un personaggio ad uno specifico allineamento come da regole (buono, neutrale e malvagio) con l’aggiunta dell’indole (legale, neutrale e caotica) ci è sembrato a tutti abbastanza restrittivo. A seguire alla lettera le indicazioni si rischia di perdere la strada e rimanere ingarbugliati in un paradosso sulla moralità.
Ad esempio, un paladino lawful-good potrebbe facilmente entrare in un tranquillo (si fa per dire) villaggio di coboldi e trucidare donne e bambini fino all’ultimo umanoide, senza alcuna ragione se non quella della malvagia natura delle suddette creature. Probabilmente così facendo non solo racimolerebbe un bel mucchio di PX ma entrerebbe ancor più nelle grazie del suo dio. Eppure la sua azione parrebbe ben lungi dall’essere buona.
Mentre il “Bene” può trasformarsi facilmente in fanatismo, il “Male” può assumere moltissime sfumature. La “malvagità” fine a se stessa di un non-morto che tende all’annichilimento di ogni essere vivente è ben diversa da quella dell’animo corrotto di un orco, così come quella di una creatura di bassa intelligenza, che uccide solamente perché è nella sua natura (magari magica) è diversa da quella di un essere molto intelligente, come un drago oppure un demone, che persegue uno scopo ben preciso. Da quest’ultimo ci si potrebbe tranquillamente aspettare azioni “inaspettate”. Non ci vedrei niente di male in un vendicatore che si commuove davanti a un mendicante oppure a un cane randagio.
Insomma, se si vuole rappresentare in maniera realistica un personaggio, la regola sull’allineamento potrebbe anche esserci d’intralcio. Credo che un giocatore debba semplicemente tenere bene in mente alcuni aspetti del background del PG, come il carattere, gli obbiettivi, il credo e ovviamente la razza e la professione. Ancora una volta ci ritroviamo a dover sgrezzare i sistemi di gioco da alcune regole superflue per riuscire a giocare un miglior GDR. Perché forse, in definitiva, non abbiamo bisogno di alcuna regola per giocare un bel GDR!
Vedi anche: Piccolo Vademecum sugli Allineamenti
























dic 14, 2009 @ 16:39:34
dic 15, 2009 @ 07:47:38
Non sono un professionista, premetto.
Però nel gioco che io avevo pensato e creato, un gioco talmente bello e perfetto da rimanere tale, non essendo mai stato giocato, l’allineamento non esisteva, esisteva solo la natura, la tua indole innata ed inconscia.
La natura di “Vampiri”, intesa però come un istinto innato e primordiale, una tendenza non necessariamente consapevole.
Sei un monarca, un anarchico, un sognatore (dimmi quale è il tuo sogno), un violento… quello sei stop.
Bene e male non esistono, esistono solo le tue scelte…. Mostra tutto
Come nella vita.
Non c’è buono e cattivo, perchè il passato in realtà non esiste. Esiste solo l’oggi e nel momento in cui ne parli questo è già passato. E così ti trovi a dire chi sei in base a quello che scegli, nel gioco e nella vita.
Le chiacchiere stanno a zero. Le parole sono vento.
Del resto l’albero si giudica dai suoi frutti.
dic 15, 2009 @ 10:19:51
Quando si crea un personaggio e soprattutto quando lo si gioca il fattore “Allineamento” (ma anche “Natura”) è determinante, ma solo per riempire una casella vuota della scheda personaggio.
Se non è il giocatore a “riempire” realmente il proprio personaggio allora è come giocare con un bel videogame e nulla di più, sono di quelli che crede caparbiemente nell’interpretazione più che nel seguire in maniera maniacale le regole, per cui, senza allargare troppo la discussione, penso semplicemente che quando si sceglie un allineamento il pieno rispetto di quella decina di righe di descrizione non sia possibile. Sarebbe come mettere dei paletti di delimitazione al carattere di una persona, ci sarà sempre un momento in cui ti potrebbe stupire con qualcosa che non ti aspetti o che solo apparentemente sembra contrario al proprio allineamento/natura.
Se restiamo nella sfera del GIOCO allora Bene e Male esistono, due fuochi contrapposti che attraggono alla stessa maniera e che si possono anche fondere e come tale anche “giocare” il proprio allineamento può assumere 1000 sfaccettature non sempre coerenti per chi ci guarda dall’esterno.
In fondo non giocherei Neutrale/caotico se non la pensassi cosi…..forse…
dic 15, 2009 @ 13:21:01
dic 18, 2009 @ 14:16:33
Sono d’accordo con le tue conclusioni, anche se secondo me avere delle linee generali di guida torna utile.
La maggior parte dei veri malvagi si lega a concetti buoni. Più buono è il concetto più sono pronti a azioni malvagie.
Nessun buono torturerebbe mai per sapere dove si trova il bottino dei cattivi.
Ma torturerebbe per salvare la sua famiglia?
Se si trovasse di fronte a una scelta salvare 20 innocenti o torturare qualcuno diventerebbe malvagio.
E se a questo punto ci mettiamo in mezzo un paladino?
Cosa fa il paladino? Ammazza il malvagio torturatore e fa ammazzare i 20 innocenti?
Diritti umani… capitalismo… comunismo… vite civili… vite di terroristi… crimini da scontare… è possibile rimediare?… islam… cristianesimo…
Non è questione di bene o male. Sono solo fazioni.
Sono solo scelte e conseguenze. (come si dice in The Witcher).
Non so voi, ma per me gli allineamenti sono stati sempre una fonte di discussioni infinite su cosa è veramente il Bene.
E io non ho voglia di essere un filosofo. A me piace giocare
.
Preferisco un personaggio che abbia uno scopo, vale di più di uno con un allineamento.
Ciau.
dic 18, 2009 @ 17:31:31
Grazie a tutti per i commenti. Arricchiscono questo blog!!!